Il 2 luglio 2021 è ufficialmente iniziata la raccolta firme promossa da Lega e Partito Radicale a sostegno del referendum sulla Giustizia. Il referendum, formato da sei quesiti, per diventare effettivo e quindi arrivare alle urne ha bisogno di 250 mila firme. Allo stato attuale, secondo le dichiarazioni di Matteo Salvini, saranno presenti circa 1300 gazebo in altrettante piazze italiane presso cui si potrà esprimere tramite firma il proprio sostegno alla volontà di dar vita al referendum, ma questo numero è destinato ad aumentare significativamente.

A detta di Salvini, intervistato da Radio24, l'obiettivo è allestire almeno 2000 gazebo per la raccolta firme in tutta Italia.

Non solo riforma del Csm e separazione delle carriere. I sei quesiti referendari

Ma quale sarà il quesito referendario? Per l'esattezza i temi che andranno di fronte agli italiani saranno sei, tra cui i principali riguardano la riforma del Consiglio Superiore della Magistratura e la separazione delle carriere tra Pubblico Ministero e Giudice. La riforma comprenderà anche il tema della responsabilità diretta dei magistrati, dell’equa valutazione dei magistrati, dei limiti agli abusi della custodia cautelare e dell’abolizione del decreto Severino. Sulla riforma della Giustizia la Lega si era già esposta più e più volte all'inizio dell'attuale legislatura, durante il governo Conte I, ma gli attriti con l'allora ministro della Giustizia Alfonso Bonafede avevano portato a un nulla di fatto.

Per Salvini il referendum sulla Giustizia è una sorta di "pacifica rivoluzione". Il leader della Lega ha poi affermato che "la firma dei sei referendum potrà fare, dopo 30 anni, quello che non ha fatto la politica in Parlamento". Sulle possibilità di successo del referendum stesso Salvini si dice ottimista, prevedendo un'affluenza molto alta.

"I referendum stimolano il Parlamento a fare la riforma della giustizia. Se il Parlamento non la farà, ci penseranno i cittadini italiani, nella primavera prossima. Sarà un aiuto al ministro Cartabia e al governo per chiedere di accelerare. E' uno strumento per liberare la magistratura dalle correnti e dalla politica".

Come si pone il centrodestra nei confronti del referendum?

Dal deposito in Cassazione dei sei quesiti referendari, avvenuta a inizio giugno, il leader della Lega ha lavorato febbrilmente per ottenere il sostegno al referendum da parte dei suoi alleati del centrodestra. Lunedì 27 giugno il leader del Carroccio ha incassato l'approvazione di Antonio Tajani. Il segretario di Forza Italia ha pubblicamente dichiarato il suo sostegno e quello di Forza Italia all'iniziativa promossa da Lega e Partito Radicale, assicurando anche l'aiuto del suo partito per l'organizzazione della raccolta firme nelle piazze italiane. Salvini ha ringraziato prontamente così l'alleato: "Ringrazio l'amico Tajani e con lui il presidente Berlusconi e tutta Forza Italia per il sostegno ai 6 referendum sulla Giustizia Giusta, una battaglia di libertà e democrazia che coinvolgerà milioni di cittadini italiani".

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Anche l'Udc e i partiti centristi "Cambiamo con Toti" e "Noi per l'Italia" hanno garantito negli ultimi giorni il proprio sostegno all'iniziativa, rafforzando ulteriormente il proprio legame con il centrodestra e rendendo sempre più vivida l'ipotesi di una federazione di partiti di centrodestra, almeno tra Lega, Forza Italia e Udc. Ma come si posiziona nei confronti del referendum Fratelli d'Italia? Giorgia Meloni, che secondo alcuni sondaggi avrebbe addirittura superato la Lega diventando il primo partito in Italia, è più scettica a riguardo. Mentre la battaglia su temi quali la riforma del Csm e la separazione delle carriere di pubblico ministero e giudice è pienamente condivisa da Fratelli d'Italia, lo stesso non si può dire riguardo alle modifiche alla custodia cautelare, che va a incidere sulla reiterazione del reato.

Fratelli d'Italia non condivide nemmeno la riforma della legge Severino. Meloni, infatti, ritiene che, giuridicamente parlando, sia necessario conservare le ipotesi di incandidabilità nei confronti di soggetti che abbiano commesso particolari tipi di reati, oltre al fatto che la legge Severino sia considerata importantissima nella lotta contro la discrezionalità della magistratura. La mancata condivisione di tutti i sei quesiti già depositati in Cassazione ha fatto sì che l'obiettivo di Giorgia Meloni sia quello di convincere gli alleati politici [VIDEO] a votare gli emendamenti presentati dal gruppo parlamentare di FdI, che ricalcano le proposte referendarie di Lega e Radicali riguardo alle riforme della magistratura.