Il tema della sicurezza torna a creare tensioni nella maggioranza di governo. Al centro del confronto c’è l’operazione Strade Sicure e l’ipotesi di aumentare la presenza dell’Esercito nei luoghi sensibili delle città. La Lega rilancia senza esitazioni, mentre tra gli alleati emergono posizioni più prudenti.
La proposta della Lega: più militari sul territorio
Il partito di Matteo Salvini insiste su un rafforzamento dei presidi militari in stazioni ferroviarie, aree urbane considerate critiche, confini e siti strategici. La richiesta è stata formalizzata con una risoluzione depositata a novembre e che da giovedì inizierà l’esame in commissione Difesa alla Camera.
Nel dettaglio il documento chiede al governo di assumere iniziative concrete per aumentare il contingente dell’operazione Strade Sicure, oggi composto da circa 6.800 militari. L’obiettivo finale è l’impiego di almeno mille uomini e donne in più dell’Esercito Italiano per rafforzare il controllo del territorio.
'Serve un sostegno trasversale'
Il primo firmatario della risoluzione, il capogruppo leghista in commissione Difesa Eugenio Zoffili, auspica una condivisione ampia del testo. Nel mirino finiscono soprattutto quelle forze politiche che, anche all’interno della maggioranza, hanno espresso contrarietà all’operazione Strade Sicure o ne hanno messo in discussione la prosecuzione. In particolare, lo scontro si è acceso dopo le parole del portavoce Nevi, che ha ricordato come i militari abbiano spesso chiesto di non essere utilizzati come forza di polizia, vista la diversa formazione.
Un richiamo che la Lega ha interpretato come un segnale di ambiguità sul tema della sicurezza. I capigruppo leghisti di Camera e Senato, hanno risposto duramente, rivendicando una linea chiara: per la Lega i militari devono restare e anzi aumentare. Nel confronto politico viene anche ricordato che è stata proprio Forza Italia, nel 2008, insieme alla Lega, a dare vita all’operazione Strade Sicure.
Verso il decreto sicurezza
Chiaramente, da Forza Italia arriva la controreplica del capogruppo al Senato, Gasparri. La posizione, non è di contrarietà ma di metodo: il controllo del territorio può essere garantito sia con i militari sia con un rafforzamento delle forze di polizia, che chiedono di potenziare in modo significativo.
In ogni caso, il confronto è destinato a proseguire. Sullo sfondo c’è anche il decreto sicurezza che il governo intende portare a breve in Consiglio dei ministri, un passaggio che potrebbe riaccendere il dibattito e mettere nuovamente alla prova l’unità della maggioranza.