Il processo Ruby ter si riferisce alle accuse di prostituzione minorile e concussione rivolte all'ex Presidente del Consiglio, fondatore del partito "Forza Italia", Silvio Berlusconi. Il politico è stato assolto da questa accusa nella prima fase del processo nato dalle rivelazioni di Karima El Mahroug "Ruby Rubacuori" riguardo ciò che accadeva nella villa di Berlusconi ad Arcore. All'epoca dei fatti Ruby era minorenne. Ad oggi il processo ha ad oggetto l'accusa di "corruzione in atti giudiziari" rivolta a Silvio Berlusconi.

Il teste Chiesa Soprani svela nuovi retroscena in aula

L'ex agente di spettacolo Francesco Chiesa Soprani ha portato in aula una testimonianza importante, facendo emergere nuovi dettagli sulle vicende che riguardavano l'entourage di "olgettine" berlusconiano. Chiesa Soprani era stato già assolto nell'ambito dell'inchiesta "Vallettopoli" da due accuse: induzione e sfruttamento della prostituzione e diffamazione (nei confronti di Ruby), e successivamente è stato accusato di bancarotta.

La sua testimonianza è in linea con la tesi dell'accusa secondo la quale Berlusconi pagava in denaro il silenzio delle ragazze che ospitava a casa sua.

"Ruby mi disse di avere avuto rapporti sessuali con Berlusconi quando era minorenne. Non mi stupì perché era normale che il presidente avesse rapporti con ragazze giovani".

Chiesa Soprani cita poi un'altra figura chiave: Barbara Guerra, una delle ragazze che militavano tra le ospiti dell'ex Presidente del Consiglio per assicurarsi un ruolo nel mondo dello spettacolo, e che era stata tra le protagoniste delle serate a Villa San Martino.

"Mi raccontò che c'era una stanza buia in cui a turno le ragazze 'incontravano' il presidente".

Secondo il testimone la Guerra gli avrebbe raccontato di avere avuto rapporti sessuali con Berlusconi durante delle cene e di aver chiesto, tramite l'avvocato Francesco D'Onofrio, una casa e la somma aggiuntiva di 500mila euro al presidente per non far venire fuori il tutto. "Berlusconi aveva dato la sua disponibilità a pagarla", conclude Chiesa Soprani.

L'ex agente tira in causa anche dei nomi ben conosciuti, tra cui Nicole Minetti e Silvia Trevaini, che secondo la testimonianza della Guerra ricevettero "la Minetti cinque milioni, Silvia Trevaini uno e ottocento". Mentre Barbara Guerra riteneva di valere sui tre milioni".

Il caso Imane Fadil riecheggia ancora

Imane Fadil era una ragazza di origine marocchina morta per avvelenamento a Milano il 1 marzo 2019, legata in modo indissolubile allo scandalo del bunga-bunga, e testimone chiave del processo "Ruby ter". Le sue confessioni hanno svelato alcuni dettagli sulle serate ad Arcore.

Fadil, all'epoca venticinquenne, dichiarò di aver partecipato a una decina di "cene eleganti" durante le quali, a suo dire, assistette a spogliarelli, palpeggiamenti, cospicui pagamenti per l'intrattenimento.

Queste dichiarazioni, depositate in procura con nomi e cognomi delle ragazze (tra cui le stesse Minetti e Guerra), vennero ripetute a processo.

Nel primo filone del processo Ruby ter, Fadil è una testimone chiave, e nel filone successivo si costituirà come parte civile. Nel terzo filone, tutt'ora in corso, viene esclusa come parte civile. Nel gennaio 2019 dichiara di aver sempre detto la verità, e di aver anzi respinto "tantissimi tentativi di corruzione da parte di Silvio Berlusconi e di tutto il suo entourage". Pochi mesi fa è venuta a mancare in circostanze ancora poco chiare.

Chiesa Soprani in aula ha dichiarato di aver avuto un lungo colloquio con Marysthell Polanco, amica della Fadil, che dopo la sua morte avrebbe riferito all'agente "dirò la verità sui rapporti sessuali nelle cene e che venivamo pagate per mentire con soldi e case".

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