Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha commentato la lunga riunione alla Casa Bianca con il presidente americano Donald Trump, tenutasi il 7 maggio 2026, definendola «importante per il Brasile e importante per gli Stati Uniti». Lula ha espresso la convinzione che l'incontro abbia rappresentato un «passo importante nel consolidamento della storica relazione democratica tra Brasile e Stati Uniti».
Durante la conferenza stampa all’ambasciata brasiliana a Washington, il presidente Lula ha enfatizzato il valore geopolitico dell’intesa tra quelle che ha definito «le due più grandi democrazie dell’emisfero», suggerendo che «Brasilia e Washington possono davvero servire da esempio al mondo».
Ha inoltre evidenziato la necessità di rilanciare i rapporti economici con gli Stati Uniti, in seguito al sorpasso commerciale della Cina, sottolineando l'importanza che «gli Stati Uniti tornino a interessarsi al Brasile».
Commercio, Dazi e Sicurezza
Tra i temi principali affrontati nel colloquio figurano il commercio, i dazi, la sicurezza e i minerali strategici. Lula ha criticato «l’unilateralismo messo in pratica attraverso i dazi del presidente Trump», ma ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro bilaterale. Questo gruppo avrà il compito di affrontare le controversie commerciali, operando secondo il principio: «Chi avrà torto dovrà cedere. Se dovremo cedere noi, cederemo; se dovranno cedere loro, cederanno loro».
Sul fronte del contrasto al narcotraffico, Lula ha sostenuto un approccio multilaterale, affermando che «non sarà l’egemonia di un singolo Paese a combattere il crimine organizzato». Ha inoltre ricordato che «parte delle armi che arrivano in Brasile proviene dagli Stati Uniti» e che esistono «attività di riciclaggio di denaro anche in Stati americani».
Minerali Strategici e Sovranità Nazionale
Ampio spazio è stato dedicato ai minerali critici e alle terre rare, che Lula ha definito una «questione di sovranità nazionale». Il presidente ha invitato aziende americane, cinesi ed europee a investire in Brasile, senza preclusioni geopolitiche. Ha ribadito: «Non abbiamo veti. L’unica cosa a cui non rinunciamo è la nostra democrazia e la nostra sovranità».
In chiusura, con un tono più leggero, Lula ha condiviso un aneddoto ironico con Trump riguardo ai Mondiali di calcio: «Gli ho detto: spero che non annulli il visto alla nazionale brasiliana, perché verremo qui per vincere la Coppa del Mondo. E lui ha riso».