La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha ribadito con forza la necessità di impedire all'Iran di dotarsi dell'arma nucleare, evidenziando le gravi implicazioni per la sicurezza internazionale. L'intervento della premier è avvenuto il 16 maggio 2026, durante i lavori dello Europe Gulf Forum tenutosi a Navarino, in Grecia. Meloni ha sottolineato come l'Iran rappresenti una minaccia concreta non solo per le nazioni limitrofe, ma anche per l'intero continente europeo, citando esplicitamente gli attacchi del regime iraniano che hanno raggiunto persino Cipro.
"Dobbiamo assicurarci che l'Iran non possa dotarsi dell'arma nucleare e cessi di essere una minaccia nei confronti delle nazioni vicine, e non solo", ha dichiarato la presidente del Consiglio. "Gli attacchi del regime iraniano, che sono arrivati a colpire persino Cipro e quindi l'Europa, dimostrano che un Iran dotato dell'arma nucleare, associato ad una capacità missilistica ad ampio raggio, è un rischio che nessuno di noi può permettersi di correre". Questa affermazione sottolinea la percezione di un pericolo imminente e la determinazione a prevenirne l'escalation, ponendo l'accento sulla necessità di una risposta ferma e coordinata.
Le sfide alla sicurezza globale e regionale
Nel suo articolato discorso, la presidente Meloni ha posto l'accento sulle crescenti sfide alla sicurezza internazionale.
Ha evidenziato come la situazione nel Medio Oriente, caratterizzata da continue tensioni, e le minacce alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz abbiano esposto non solo l'Europa ma anche le nazioni del Golfo a nuove e significative vulnerabilità e incertezze. La premier ha ricordato che, sebbene la guerra in Ucraina abbia scosso in primis il continente europeo, le dinamiche mediorientali hanno reso palese la necessità di una maggiore consapevolezza e di una risposta coordinata a livello globale, sottolineando l'interconnessione delle crisi.
"Noi europei non siamo stati gli unici a prendere coscienza delle nostre vulnerabilità quando gli shock hanno colpito il sistema internazionale", ha affermato Meloni.
"Se la guerra in Ucraina ha scosso anzitutto l’Europa, le tensioni che attraversano il Medio Oriente e le minacce alla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz hanno posto anche le nazioni del Golfo davanti alla necessità di confrontarsi con nuove fragilità e nuove incertezze". Questo passaggio evidenzia una condivisa esperienza di vulnerabilità di fronte a crisi interconnesse, che richiedono un approccio unitario e lungimirante.
Verso una cooperazione strategica di lungo periodo
Meloni ha descritto l'attuale scenario globale come un "tempo della ‘policrisi’", un periodo storico in cui crisi di diversa origine e natura non solo si manifestano simultaneamente, ma si sommano e si amplificano reciprocamente, producendo effetti sempre più profondi e complessi sugli equilibri mondiali.
In questo contesto, la presidente del Consiglio ha rimarcato l'urgenza di sviluppare una nuova capacità di cooperazione strategica. Tale cooperazione, ha specificato, non deve limitarsi alla gestione delle emergenze immediate, ma deve fondarsi sulla condivisione di una visione di lungo periodo, essenziale per affrontare le sfide future e garantire una stabilità duratura.
"È quello che molti definiscono il tempo della ‘policrisi’", ha ribadito Meloni, "uno scenario nel quale crisi differenti, anche lontane tra loro per origine e natura, finiscono per sommarsi, amplificarsi reciprocamente e produrre effetti sempre più profondi sugli equilibri globali. Ed è proprio per questo che serve una capacità nuova di cooperazione strategica, fondata non soltanto sulla gestione delle emergenze, ma sulla condivisione di una visione di lungo periodo".
L'appello della premier è chiaro: unire gli sforzi per costruire una stabilità duratura attraverso una strategia comune e lungimirante, capace di anticipare e gestire le complessità del panorama geopolitico attuale.