Un grave episodio di minacce e tensione si sarebbe verificato nei giorni scorsi all’interno della facoltà di Infermieristica dell’Università di Bologna, nella sede di via Carlo Berti Pichat, coinvolgendo una studentessa ventunenne, Sofia Galassi, militante della Lega Giovani. L’episodio, già segnalato alle autorità, ha suscitato reazioni politiche e riacceso il dibattito sul clima di contrapposizione ideologica negli ambienti universitari.

L'accaduto

Secondo quanto raccontato dalla giovane, la vicenda sarebbe iniziata al termine di una lezione, quando, uscita dall’aula insieme ad alcuni colleghi, avrebbe percepito frasi ostili rivolte al suo indirizzo politico.

“I fascisti qui non li vogliamo”, sarebbe una delle espressioni gridate da un gruppo di studenti presenti nei corridoi. In un primo momento, la ragazza avrebbe deciso di non reagire, allontanandosi dalla situazione.

Tuttavia, al suo rientro verso l’aula, la situazione sarebbe degenerata. La studentessa riferisce di aver chiesto chiarimenti sulle ragioni di quell’ostilità, sottolineando di non conoscere personalmente i soggetti coinvolti. A quel punto, secondo la sua testimonianza, sarebbe stata nuovamente attaccata verbalmente in modo più diretto e aggressivo, con riferimenti alle sue posizioni politiche e ai contenuti da lei pubblicati sui social network sulla remigrazione.

Il momento più grave dell’episodio, sempre secondo la denuncia, si sarebbe verificato quando una studentessa si sarebbe avvicinata con atteggiamento minaccioso, arrivando a proferire frasi di violenza esplicita e un augurio di stupro.

Parole che la giovane definisce “inaccettabili in un contesto universitario”, e che hanno determinato la decisione di rivolgersi alle forze dell’ordine. La denuncia è stata presentata presso il commissariato di Imola.

Nelle ore successive, la situazione si sarebbe ulteriormente carica di tensione con l’apparizione, all’ingresso della facoltà, di uno striscione recante la scritta “Infermieristica è antifascista”. Un gesto che ha contribuito ad alimentare il dibattito interno all’ateneo e tra le rappresentanze studentesche.

La reazione della Lega

Sul caso sono intervenuti esponenti politici della Lega, che hanno espresso forte condanna per quanto accaduto. In particolare, il capogruppo in Consiglio comunale Matteo Di Benedetto e l’europarlamentare Anna Cisint hanno definito le frasi riportate “aberranti” e hanno parlato di un episodio “gravissimo che supera ogni limite di confronto civile”.

Secondo le loro dichiarazioni, la studentessa avrebbe fatto bene a denunciare, sottolineando la necessità che eventuali responsabili vengano identificati e chiamati a rispondere delle proprie azioni.

Le stesse esponenti hanno inoltre espresso preoccupazione per quello che definiscono un “clima di odio politico crescente”, lamentando una mancanza di prese di posizione da parte delle istituzioni accademiche e pubbliche.