Nel suo intervento nell’Aula della Camera, in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni della prima seduta dell’Assemblea Costituente, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato il significato profondo del lavoro che portò alla nascita della Costituzione italiana.

La Costituente e l’idea del “compromesso”

"Una delle interpretazioni critiche del lavoro dell'Assemblea Costituente tendeva a presentare lo sforzo di dialogo e di sintesi, che lo contraddistinse, come un compromesso nel senso deteriore del termine, il cui esito si sarebbe tradotto in strutture fragili della Repubblica", ha ricordato Mattarella.

Il Capo dello Stato ha ricostruito anche le posizioni di chi ha letto quel processo come una somma di interessi contrapposti.

"Nulla più, secondo quei critici, di un baratto tra i principali protagonisti, la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito Comunista, ciascuno dei quali avrebbe puntato a salvaguardare visioni se non interessi propri", ha aggiunto.

“La Repubblica è di tutti”

A queste interpretazioni, Mattarella ha contrapposto una lettura opposta del processo costituente, basata sul valore della condivisione democratica.

"Al contrario, si obbediva a un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini: la Repubblica è di tutti", ha concluso il Presidente della Repubblica.