I referenti di Avs hanno dichiarato in conferenza stampa che Cva, società pubblica valdostana per l'energia idroelettrica, dovrebbe focalizzarsi sui valdostani, non sui profitti. L'affermazione è avvenuta con il deposito di una proposta di legge per avviare un’istruttoria tecnica. L'obiettivo: affidare le concessioni idroelettriche esclusivamente a società a totale partecipazione pubblica, promuovendo l'interesse pubblico.
La capogruppo Chiara Minelli ha illustrato che la proposta valuta la trasformazione di Cva in società in house, incaricando Finaosta dell’istruttoria.
L'intento è prevenire l’ingresso di privati e favorire l'autonomia energetica della Valle d'Aosta. La proposta, di cinque articoli, è già stata assegnata alle commissioni.
La visione di Avs su Cva
I rappresentanti di Avs hanno sottolineato che "Cva è una società pubblica che deve operare per la transizione energetica dei valdostani, in tutti i settori. Deve operare per la comunità e portare all'autonomia energetica della regione. Invece negli ultimi anni ha puntato all’esterno, a stare sul mercato, a diventare leader nazionale. Noi non siamo d’accordo". La proposta di legge mira a valutare la trasformazione di Cva in società in house, rafforzando il controllo pubblico sulle concessioni idroelettriche.
Concessioni idroelettriche: nodo cruciale per la Valle d'Aosta
Nel 2029 scadranno ventinove concessioni relative alle acque dei torrenti valdostani, oggi utilizzate da Cva per la produzione di energia idroelettrica. Questa è una questione centrale per il futuro economico, energetico e istituzionale della Valle d'Aosta. Le norme e le procedure per il nuovo affidamento non sono ancora definite, rendendo la proposta di Avs un intervento significativo.