Ariel Bulshtein, consigliere del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, ha dichiarato in maniera perentoria l'impossibilità di una riconciliazione tra palestinesi e Israele. Questa affermazione è stata il fulcro del suo intervento al convegno intitolato 'Italia e Israele: l'una nello sguardo dell'altra. Come Israele percepisce l'Occidente e come l'Italia percepisce Israele', tenutosi a Trieste il 9 luglio 2026. Bulshtein ha sostenuto con forza che la pace tra israeliani e palestinesi non sia un obiettivo raggiungibile.

Le posizioni di Bulshtein sulla lotta di civiltà

Durante il suo discorso, Bulshtein ha evidenziato una prospettiva di conflitto esistenziale, affermando: "Apparteniamo a una civiltà comune che è sotto una minaccia esistenziale da parte di diverse ideologie totalitarie. E in questa lotta di civiltà dovremmo essere uniti, perché continuare a cercare di sacrificare Israele come strada verso la pace non funziona". Il consigliere ha inoltre sottolineato come, a suo avviso, i passi compiuti da Israele in direzione di compromessi e concessioni territoriali "hanno soltanto prodotto ulteriore aggressione".

Aiuti umanitari e il monito all'Europa

Affrontando la delicata questione degli aiuti umanitari fermi ai valichi, Bulshtein ha espresso una posizione netta: "Nessun altro paese al mondo è obbligato a far passare forniture al proprio nemico.

Il cibo nei camion umanitari sfama i soldati di Hamas". Ha poi lanciato un severo avvertimento sull'importanza strategica di Israele per il continente europeo: "Se Israele venisse distrutto, l'Europa sarebbe la prossima". Per questo motivo, ha ribadito la necessità di una stretta unità tra Europa e Israele, concludendo: "Dobbiamo essere uniti, perché siamo sulla stessa barca".

La dura critica alla resistenza palestinese

Bulshtein ha utilizzato toni particolarmente aspri nel descrivere la galassia della resistenza palestinese, ricorrendo a una metafora cruda: "È come un dibattito tra cannibali su come cucinare la carne umana, uno vuole metterci del pepe gli altri no. La carne umana siamo noi".

L'evento di Trieste ha offerto una piattaforma per discutere le complesse dinamiche e le percezioni reciproche che caratterizzano le relazioni tra Italia, Israele e l'Occidente, ponendo in luce le sfide attuali del contesto geopolitico.