Il 5 agosto 2026, la Camera dei deputati è stata teatro di una protesta simbolica inscenata dai parlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs). I deputati si sono bendati gli occhi in Aula per manifestare il loro dissenso in merito al caso Delmastro, mentre la deputata Avs Elisabetta Piccolotti pronunciava un intervento incisivo. La Piccolotti ha apertamente dichiarato: “Non si possono bendare gli occhi agli italiani”, sottolineando la gravità della situazione.

L'iniziativa si è svolta nel contesto di un'accesa discussione riguardante l'acquisizione delle chat tra Andrea Delmastro, ex sottosegretario, e il ristoratore Mauro Caroccia.

Queste conversazioni sono al centro di un'importante indagine condotta dalla Procura di Roma. In precedenza, la Giunta per le autorizzazioni a procedere aveva respinto la richiesta dei magistrati di acquisire tali comunicazioni, una decisione che ha scatenato forti reazioni e un diffuso malcontento tra le forze di opposizione. Durante la seduta, la presidente di turno, Anna Ascani, è intervenuta chiedendo ai deputati Avs di rimuovere le bende.

Le dichiarazioni di Elisabetta Piccolotti e il clima in Aula

Nel corso del suo appassionato intervento, Elisabetta Piccolotti ha rincarato la dose, affermando: “C’è chi da Fratelli d’Italia anche ieri ha sostenuto che aprire quelle chat significherebbe aprire le porte alla barbarie.

Noi diciamo che la barbarie è un’altra: è impedire in Italia nell’anno 2026 le indagini sulla mafia”. Queste parole hanno evidenziato la posta in gioco per l'opposizione, che vede nella decisione della Giunta un ostacolo alla giustizia. La protesta dei deputati Avs si è inserita in un clima di tensione palpabile, con altre formazioni di opposizione che hanno espresso un netto dissenso nei confronti della decisione.

Il contesto della controversa decisione sulle chat

La richiesta della Procura di Roma di acquisire le chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia è stata, dunque, respinta dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere. Questa delibera ha rappresentato un primo significativo stop all’istanza avanzata dai magistrati nell’ambito dell'inchiesta in corso.

Ora, dopo il voto della Giunta, la questione è destinata a passare all’Aula di Montecitorio, la quale sarà chiamata a esprimere il verdetto definitivo sull’autorizzazione richiesta dalla magistratura.

La mobilitazione delle opposizioni non è un evento isolato. Già in una precedente seduta, il 22 luglio, si erano registrati momenti di grande tensione. In quell'occasione, la reazione del Movimento 5 Stelle era culminata nell’occupazione dei banchi del governo e nell’esposizione di cartelli recanti la chiara scritta “Fuori le chat”. A seguito di tale protesta, la presidente di turno, Mariolina Castellone, aveva ritenuto necessario disporre la sospensione della seduta. L’iniziativa dei deputati Avs si colloca, pertanto, in un quadro più ampio di mobilitazione parlamentare da parte delle opposizioni, tutte unite nel contestare il no della maggioranza di governo all’autorizzazione per l’acquisizione delle conversazioni del sottosegretario Delmastro.