È nuovamente sotto sequestro il cosiddetto edificio TMB (Trattamento Meccanico Biologico) della discarica dell’Inviolata, un parco regionale di natura ambientale ed archeologica che si trova in località Guidonia che, con 110.000 abitanti, è il più grande comune del Lazio dopo Roma. Il vincolo è stato posto il 6 agosto scorso dal Soprintendente archeologico Alfonsina Russo e dal Soprintendente paesaggistico Agostino Bureca. 

Il territorio comprende le località a ridosso della via Tiburtina vecchia, ossia Tor Mastorta, Pilo Rotto, Inviolata, Tor de' Sordi, Castell'Arcione e alcune località limitrofe, tra cui aree di interesse archeologico.

Bisogna sottolineare che, già da 20 anni, l'Inviolata di Guidonia era stata dichiarata Parco regionale e, di conseguenza, risulta piuttosto paradossale che in questa zona ci sia una discarica. Il gestore è il comune di Guidonia dal 1996.

Promotore dei vincoli e delle azioni giudiziarie è un comitato cittadino

Promotore del vincolo era stato il Cra (Comitato di risanamento ambientale di Fonte Nuova e Guidonia) che ora ritiene di aver vinto una sua battaglia con la chiusura del Tmb, considerato inquinante, sebbene il Comune di Guidonia – rimasto orfano del sindaco Rubeis, sostituito pro tempore dal presidente del consiglio comunale - avesse siglato un accordo che bypassava le istanze ambientaliste e autorizzava l’attività del TMB a particolari condizioni economiche e ambientali per il comune stesso.

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Tra queste, ad esempio, c'era lo stoccaggio differenziato di rifiuti che provenivano da comuni del bacino territoriale dell’Inviolata. Il nuovo sequestro dell’impianto TMB, di proprietà di Manlio Cerroni, è stato operato su mandato del Tribunale di Tivoli, dal Corpo Forestale dello Stato lo scorso 7 aprile, ma la notizia è stata diffusa solo alcuni giorni dopo da alcuni organi di stampa locali. L’impianto, costato alcune decine di milioni di euro, è stato giudicato illegittimo anche dalla Cassazione, dopo l’esposto dei cittadini e delle associazioni locali, in seguito al sequestro del 2014 e al conseguente dissequestro da parte del Tribunale del Riesame. 

Vincoli a cascata

Tra questi figura la “Proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico dell'area denominata Tenute storiche di Tor Mastorta, di Pilo Rotto, dell'Inviolata, di Tor de' Sordi, di Castell'Arcione e di alcune località limitrofe ai sensi del D.lgs 42/2004”, inviata venerdì 11 marzo dalla Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio del Lazio al Comune di Guidonia.

Sono già operative le norme di salvaguardia della manovra ministeriale che, al contrario di quella che venne adottata nell'agosto scorso a cura della Soprintendenza archeologica del Lazio e dell'Etruria meridionale, è ancor più ampia e normativamente profonda. Il nuovo provvedimento vincolistico è una revisione del precedente, che era stato contestato dall'Ufficio legislativo ministeriale nella forma: sembra ormai tracciata la direzione per la bonifica definitiva della discarica (chiusa da due anni) che nelle intenzioni di alcuni dirigenti regionali avrebbe dovuto prendere il posto della discarica di Malagrotta, ormai in disuso da un paio d'anni.

Le mosse del comitato antagonista

"I cittadini sensibili alla tutela del territorio e non agli affari privatistici attendono ora la chiusura dell'incubo "camionabile” alla Selciatella, l'abbandono delle devastanti Varianti al Prg (come quella del “Polo direzionale”), l'annullamento dell'AIA all'impianto TMB all'Inviolata (ottenuto n.d.r), la bonifica del sito inquinato, la fruibilità del Parco regionale e, soprattutto, la nascita ed il riconoscimento di una progettualità territoriale di condivisione e di rispetto per le peculiarità storiche, geomorfologiche, paesaggistiche dell'area a nord-est di Roma. La battaglia continua - conclude la nota stampa del Cra diffusa lo scorso mese - uniti si vince“. Insomma, si va verso la chiusura definitiva dell'impianto e la bonifica dell'area per una rinascita territoriale che parte direttamente dai cittadini.  #Tutela ambientale #Cronaca Roma