Nuovo sciopero dei mezzi pubblici a Roma venerdì 20 maggio. La conferma dell’agitazione dei lavoratori Atac, indetta dai sindacati USB, Faisa-Confail, Or.Sa. Tpl, Sul e Utl, fa presagire l’ennesimo venerdì nero per il trasposto pubblico della capitale, anche perché lo sciopero, che sarà di 4 ore ed interesserà autobus, metropolitana, tram e le linee ferroviarie in concessione all’azienda pubblica capitolina, si svolgerà in contemporanea con lo sciopero generale della scuola e la protesta dei vigili urbani che sfileranno in corteo nella zona tra il Colosseo e il Circo Massimo complicando ulteriormente lo scorrimento della circolazione.

Continua, quindi, il braccio di ferro tra sindacati e Atac, nonostante gli annunci di nuove assunzioni da parte dell’azienda dei trasporti di Roma.

Orari e linee interessate dallo sciopero Atac del 20/5

Inizialmente lo sciopero Atac di venerdì 20 maggio era stato indetto per 24 ore con la predisposizione delle solite fasce di garanzie previste dalla legge in questi casi, ma un’ordinanza del Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, ha imposto la riduzione a 4 ore. I mezzi pubblici di Roma, pertanto, si fermeranno dalle ore 8:30 alle ore 12:00.

Rimane confermato lo sciopero di 24 ore che interesserà nella stessa giornata del 20 maggio le linee gestite dalla società Trotta (218-702-720-721-764-767-789) e per le quali sono previste fasce di garanzia da inizio servizio fino alle ore 8:30 e dalle ore 17:00 alle ore 20:00.

I motivi dello sciopero Atac del 20/5

I motivi di questo ennesimo sciopero proclamato dai sindacati del trasporto pubblico per i dipendenti Atac riguardano il nuovo contratto di lavoro, ritenuto eccessivamente penalizzante per gli oltre 11 mila dipendenti dell’azienda di trasporti di Roma sia per quanto riguarda le condizioni di lavoro che le retribuzioni.

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I sindacati, infatti, chiedono la possibilità di sottoporre il testo dell’accordo all’approvazione dei lavoratori attraverso un referendum. Possibilità negata dall’azienda ed interpretata, secondo una nota del sindacato Ubs, come un tentativo di ‘restringere il diritto democratico dei lavoratori ad esprimere il proprio dissenso’.