Sono servite dodici ore, ai vigili del fuoco, per spegnere gli incendi appiccati a più di venti cassonetti in vari quartieri di Roma. Le operazioni dei pompieri sono iniziate poco dopo le 20 del 1 giugno e sono continuate per tutta la notte, fino alle 8 del mattino seguente. Lo sciopero dello scorso 30 maggio ha causato non pochi disagi. L’Ama, infatti, non è riuscita a raccogliere dalle strade di periferia buona parte dei rifiuti. Ciò avrebbe causato, con ogni probabilità, la reazione di alcuni residenti, che avrebbero dato fuoco ai contenitori colmi di rifiuti.

Roma, le zone in cui sono stati incendiati i cassonetti

A dirigere le operazioni è stato il comando dei vigili del fuoco di via Genova, che si è trovato a dover domare le fiamme dei rifiuti bruciati in diverse zone della città: Tor Bella Monaca, via Ramazzini, Via Castel Gandolfo e via Carlo Livi.

In particolare, nel quartiere di Tor Bella Monaca si sono registrati i disagi maggiori, causati da un comizio elettorale. Al termine dell’incontro in vista delle elezioni, infatti, alcuni volontari si sono offerti di ripulire la zona. Ciò ha scatenato l’ira dei residenti, i quali hanno dato fuoco ad una decina di cassonetti. A causa dei violenti episodi, i mezzi di trasporto hanno dovuto cambiare percorso, generando ulteriori disagi.

Emergenza rifiuti a Roma: quando si tornerà alla normalità?

Nonostante i dirigenti Ama avevano rassicurato che la situazione sarebbe tornata alla normalità nel giorno della Festa della Repubblica, si riscontra, ancora oggi (3 giugno), una presenza massiccia di rifiuti per le strade. I gravi episodi di Tor Bella Monaca, sia pure ingiustificabili, sono conseguenza di uno sciopero che si sarebbe dovuto evitare in questo periodo dell’anno, in cui il flusso di turisti tocca uno dei picchi annuali.

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Per di più, in questi giorni, molti cittadini stanno ricevendo, presso le proprie abitazioni, le raccomandate dell’Ama per il pagamento della tassa sui rifiuti. Una tassa che, vista l’attuale situazione per le strade di Roma, potrebbe risultare, per alcuni, beffarda.

DEGRADO, LA REGOLA DELLE 4 R

Il degrado prodotto dalla sporcizia delle strade e dai cumuli di rifiuti ammassati intorno ai cassonetti per la raccolta è incalcolabile, e riguarda la periferia come quartieri del centro cittadino, che rappresentano il biglietto da visita di Roma con le migliaia di turisti che quotidianamente li attraversano. La carenza del servizio di pulizia delle strade e della raccolta dei rifiuti ha alimentato nel tempo una cultura di scarso rispetto dei romani stessi per la loro città, innescando un circolo vizioso. La città è sporca, e pochi sentono il dovere di contribuire a tenerla pulita. Bisogna invertire la rotta, tornare a trattare ogni angolo di città come il salotto di casa propria, tornare ad amare e difendere Roma. Servono strumenti e regole che eliminino ogni scusa, ogni alibi, tanto all’Amministrazione quanto al singolo cittadino: tutti quanti siamo responsabili nel tenere alti il decoro e l’immagine della nostra Capitale. Il servizio di spazzamento delle strade e di raccolta dei rifiuti deve essere capillare e quotidiano. Per la gestione dei rifiuti la parola d’ordine è “rifiuti zero” come obiettivo strategico. Spingendo al massimo l’acceleratore con il “porta a porta”,entro il mio primo mandato conto di raggiungere il 75% di raccolta differenziata. Non è un miraggio o una promessa da campagna elettorale. Si può fare, con la regola delle “quattro R”: riduzione, riutilizzo, riciclo, recupero. Anche i cittadini devono fare la loro parte. Nelle strade, nelle piazze e nei giardini voglio moltiplicare i cestini per non dare tregua a chi sporca, per mettere in condizione i romani e i turisti di rispettare Roma. #Cronaca Roma #Rifiuti tossici