Ad un mese di distanza dal devastante tornado che ha provocato un morto e decine di feriti sul litorale a nord di Roma iniziano ad emergere i primi calcoli dei danni strutturali. Il dazio più pesante è stato pagato a Ladispoli e Cerveteri dove la tromba d'aria ha sconquassato abitazioni, attività commerciali ed edifici pubblici, lasciando ferite che sono ancora visibili in molte zone del territorio.

A Cerveteri, dove la furia del vento ha colpito soprattutto nelle zone di campagna, sono ancora chiuse una quindicina di aziende agricole che attendono il risarcimento dopo il riconoscimento di stato di calamità. Secondo gli amministratori comunali ammonta a 15 milioni di euro il bilancio dei danni del tornado.

Che ha anche abbattuto centinaia di alberi nella pineta del borgo medievale di Ceri..

A Ladispoli, dove un cittadino del Bangladesh è rimasto ucciso dopo essere stato colpito alla testa da un cornicione, la conta dei danni ha rivelato una vera voragine per le casse del comune. Molte le strutture pubbliche danneggiate, tra cui due scuole, alcuni ponti e perfino la caserma dei carabinieri. In oltre 800 mila euro è stato quantificato il costo di tutti gli interventi di ristrutturazione avviati in queste settimane.

La cifra lievita poi enormemente quando si sommano i danni alle abitazioni civili, alle auto ed ai negozi, arrivando a sfiorare i 5 milioni di euro. Ci sono ancora abitazioni non agibili, case chiuse per timore di nuovi crolli, perfino il ponte pedonale sul fiume Vaccina è ancora inaccessibile non essendo stata rimossa la gru che è crollata sui piloni del ponte.

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Molti cittadini hanno iniziato a riparare con i propri soldi le devastazioni della tromba d'aria, sperando nell'arrivo dei risarcimenti. Ma serpeggia nelle due città un malcelato timore.

A Ladispoli e Cerveteri le istituzioni ed i cittadini guardano ora con apprensione alla Regione Lazio a cui sono state inviate le richieste ufficiali di risarcimento danni per lo stato di calamità naturale. il timore è che tutti i fondi per le emergenze siano stati prosciugati dopo i disastrosi terremoti del centro Italia. #Cronaca