In Italia esiste troppa disinformazione riguardo ai farmaci generici o equivalenti, che si traduce in una minore libertà di scelta per i consumatori. A lanciare l’allarme è Federconsumatori, che non esita a puntare il dito contro le “lobbies del farmaco”: “studi e indagini – si legge in una nota - confermano che la conoscenza e l’uso di tali medicinali da parte dei cittadini risulta fortemente condizionata dalle resistenze di medici e case farmaceutiche e dalla carenza di notizie al riguardo”.

I farmaci equivalenti sono spesso guardati con diffidenza da molti pazienti, a causa della loro presunta minore qualità rispetto ai farmaci di marca (cosiddetti “griffati”).

In Italia il loro utilizzo raggiunge appena il 15%: una percentuale molto bassa, soprattutto se paragonata alla media europea, che supera il 50%.

Di conseguenza, secondo l’associazione è necessaria una efficace campagna di informazione da parte del Ministero della Salute. “È importante sottolineare – spiega l’associazione - che gli equivalenti non sono farmaci di serie B, anche perché, a parità di efficacia e sicurezza, consentono di ridurre la spesa farmaceutica, sia per il Servizio Sanitario Nazionale che per il cittadino. Chiediamo quindi al Governo di confermare l’impegno per incrementarne la produzione e facilitarne la fruizione”.

  • In particolare, i cittadini hanno il diritto di sapere che:
  • I farmaci equivalenti o generici possono essere immessi in commercio quando scade il brevetto del farmaco originale.
  • L’equivalente deve avere stessa qualità e stessa quantità di principio attivo del farmaco originatore, uguale formula farmaceutica e stessa bioequivalenza.
  • I farmaci equivalenti non sono interscambiabili e non vanno cambiati frequentemente per consentire il controllo degli effetti (in particolare per i pazienti trapiantati).
  • L’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Ministero della salute, l’AIFA (Agenzia Italiana del  Farmaco) e l’Istituto Superiore di Sanità hanno la responsabilità delle certificazioni e delle autorizzazioni.
  • Anche per i generici è obbligatoria la prescrizione del medico.