I cittadini italiani devono pagare prezzi sempre più alti per i medicinali e riportano, per alcuni farmaci, una differenza davvero eccessiva di prezzo tra l'equivalente e il branded. Nel nostro paese, inoltre, esistono troppe difficoltà ed ostacoli all'accesso ad alcuni medicinali, tra cui quelli per i malati cronici. Sono due delle osservazioni principali emerse dal Rapporto sull'accesso all'assistenza farmaceutica realizzato da Cittadinanzattiva in collaborazione con il Tribunale per i diritti del malato.

"I diversi correttivi effettuati sulla spesa farmaceutica hanno notevolmente inciso sulle tasche degli italiani", ha dichiarato Giuseppe Scaramuzza, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato in occasione della presentazione del Rapporto.

"I cittadini sono preoccupati ed indignati per l'aumento del costo dei ticket e per il costo dei farmaci in fascia C e quelli in fascia A".

Il rapporto segnala difficoltà ed ostacoli all'accesso per i farmaci ospedalieri (PHT- H, PHT-A) e difficoltà inerenti l'accesso per motivi di burocrazia (es. piani terapeutici, procedure per farmaci off label o per ottenere il farmaco quando si è in mobilità sanitaria). In aggiunta, le associazioni di pazienti evidenziano il costo dei farmaci in fascia C, quei farmaci che un malato cronico assume costantemente ma che sono per esempio fuori nota. Per un malato cronico, la spesa media annuale per l'acquisto di farmaci necessari e non rimborsati dal SSN si stima attorno a 1227 euro, quella per l'acquisto di parafarmaci è in media di 1297 euro.

Notevoli inoltre le difficoltà e gli ostacoli nella prescrizione, la scarsità o la lontananza di centri farmaceutici rispetto al domicilio del paziente per il ritiro delle terapie farmacologiche. Ancora, le associazioni di pazienti segnalano problemi legati a tempi lunghi per l'inserimento dei farmaci più nuovi.

Ma uno dei risultati più importanti del rapporto riguarda le differenze di accesso alle cure farmacologiche per cittadini di Regioni diverse: i pazienti riportano una diffusa difficoltà nel ricevere continuità terapeutica se le terapie vengono effettuate in un luogo diverso dal proprio domicilio di residenza.