Una dellecose che hanno reso celebre l'Italia nel mondo e che vanta pochi eguali inaltre nazioni è la qualità dei piatti che possono essere consumati sulle nostretavole. L'ottimo livello della nostra cucina può però portare ad un consumotroppo elevato di alcune sostanze che a lungo termine possono rivelarsi dannoseper la nostra salute. Uno studio recente condotto da Trnd Italia ha indagato sulle abitudini alimentari degli italiani eha dimostrato come sia sempre più sentita l'esigenza della ricerca delbenessere da ottenere tramite un'alimentazione sana ed equilibrata.
Laricerca ha coinvolto circa 78.000 persone a cui sono state poste domande riguardantiil modo di mangiare e circa il 90% degliintervistati ha affermato di stare attento all'alimentazione cercando, neilimiti del possibile, di evitare ogni tipo di eccesso. Un dato significativoche assume ancora più valore collegato al fatto che l'85% dei soggetti dichiaradi essere preparato in campo alimentare, mentre l'80% conferma di dare moltaimportanza alla linea cercando di limitare l'accumulo dei chili di troppo. Unadiscreta percentuale, circa il 45%, sostiene di prestare attenzione alcontenuto calorico dei cibi mentre il 24% mangia solamente alimenti privi diadditivi e il 10% preferisce il cibo biologico.
Moltaattenzione viene anche rivolta al consumo di frutta e verdura che notoriamente sono molto importanti ai fini diuna corretta alimentazione. Quasi la metà degli italiani (il 48% per laprecisione) afferma di avere la frutta come componente basilare del propriopasto mentre il 41% la mangia con discreta regolarità. Notevole anche il ricorsoai succhi di frutta che il 76% dichiara di bere regolarmente, tanto che il 36%li utilizza come prima consumazione nel caso di partecipazione ad una festa.
Nonostantela crisi economica che stiamo attraversando è ancora alto il numero di coloroche non rinuncia al ristorante, dal momento che il 70% degli intervistati ammette di andare a cena fuori almeno unavolta al mese.
Il 44% della popolazione consuma invece abitualmente ilpranzo fuori dalla propria dimora, soprattutto nelle situazioni in cui il postodi lavoro risulta distante dalla propria abitazione che non sarebberaggiungibile nel limitato tempo a disposizione per il pasto. In aumento anchel'acquisto di cibo già pronto, il cosiddetto take-away, giusto compromesso tra chi non vuole rinunciare allacomodità di stare a casa senza però assumersi in prima persona l'onere dipreparare il cibo da mangiare.