Dopo un boom iniziale, lasigaretta elettronica - complici divieti ed aumenti - è in crisi. Ne dà il tristeannuncio… (come si legge sui manifesti funebri) il mercato di settore, concifre impietose che non lasciano filtrare spiragli di luce. Per cercare diinvertire il trend negativo, ecco il decreto pubblicato sulla GazzettaUfficiale del 12 novembre scorso, che stabilisce che “Si potrà fumare di nuovola sigaretta elettronica in uffici, ristoranti, bar, mezzi pubblici e cinema”.Resta il divieto nelle sole scuole.
Si potrebbe dire, restando in tema, “unabella boccata d’ossigeno” (in tal caso, di fumo delle cosiddette “e-cig”).
Restail trend negativo destinato ad accrescere con l’aumento, a partire dal prossimo1 gennaio, della tassazione delle e-cig del 54%, che andrà sicuramente aripercuotersi su un mercato di un milione e mezzo di “fumatori elettronici”,che corrispondono al 15% dei fumatori complessivi, e nel 2012 hanno determinatoun fatturato di 350 milioni di euro.
Gli aumenti non mutano però il giudiziopositivo di buona parte della medicina sulle e-cig, ritenute “decisive” peraiutare chi fuma a smettere. A supportare tale giudizio, vi è uno studio dell’istitutoEuropeo di Oncologia, che ha seguito il percorso di settantuno fumatoriincalliti (con un target di almeno dieci sigarette al giorno da dieci anni)intenzionati a smettere.
A loro è stato concesso un supporto psicologico,coadiuvato per 35 di essi anche dalla possibilità di fumare la sigarettaelettronica senza nicotina. A sei mesi dall’inizio della terapia, ben il 60% diquelli che fumavano l’e-cig avevano smesso di fumare, a fronte del 32% dell’altrogruppo.