Fino a qualche anno fa, negli ospedali le operazioni riguardanti appendicite e tonsillite erano all'ordine del giorno. Si è assistito a un autentico boom negli anni '80-'90, quando si arrivava anche a centinaia di migliaia di interventi l'anno. Da qualche anno però si sta assistendo a un'inversione di tendenza, complice il fatto che tali patologie possono essere guarite mediante trattamento farmacologico.

Per quanto riguarda l'appendicite, quando un paziente accusava dolori lancinanti, si passava subito all'operazione. Negli ultimi anni si sono eseguite in media 60mila operazioni l'anno, con una riduzione fino a cinque volte in trent'anni.

Un ruolo fondamentale in ciò lo giocano sia una diagnostica più raffinata, sia antibiotici più incisivi.

Drastico calo anche per quanto riguarda gli interventi per tonsille e adenoidi. Le operazioni chirurgiche in questo caso si sono grosso modo dimezzate in 10-12 anni, e ridotte a un terzo dagli anni cinquanta. Statistiche nazionali precise non esistono, ma come campione è stato utilizzato l'Ospedale Bambin Gesù di Roma e la casistica americana.

Fondamentale anche in questo caso il ruolo degli antibiotici, mentre interventi chirurgici si effettuano soprattutto per mitigare il disturbo del sonno derivante da queste patologie. La medicina continua dunque a fare passi da gigante. Si ricorda anche come, sempre in tema di riduzione degli interventi chirurgici, nel caso del tumore al seno da alcuni decenni non sia stata più eseguita la masectomia totale; ormai praticata solo nel 25% dei casi. In questo modo c'è anche una migliore condizione psicologica per la donna nella fase post-operatoria.