Un gruppo di ricercatori dell'Università di Foggia ha annunciato una scoperta che potrebbe risultare determinante per il miglioramento della qualità della vita dei celiaci.
Si tratta di un metodo scientifico che modifica le proteine del glutine nel frumento in modo tale da non scatenare la reazione allergica tipica nell'intolleranza al glutine.
La comunicazione della messa a punto di questo metodo innovativo è stata dallo stesso rettore dell'ateneo pugliese, Matteo Ricci, che ha rivelato come i professori Aldo Di Luccia e Carmen Lamacchia del dipartimento di Scienze Agrarie degli alimenti e dell'ambiente, con la collaborazione della ricercatrice del Cnr Carmela Gianfrani, avessero già da tempo raggiunto lo straordinario risultato, ma si è preferito attendere la registrazione del brevetto per darne l'annuncio.
Come funziona il "glutine amichevole"
La nuova proteina, denominata Gluten Friendly, ossia "glutine amichevole", non è opera di enzimi macrobiotici, come è stato finora negli alimenti per celiaci, ma il risultato di un semplice trattamento fisico-chimico con acqua e microonde.
Questo trattamento consente di mantenere integre le proprietà delle farine permettendo la preparazione di alimenti con caratteristiche del tutto simili a quelli prodotti con farine tradizionali, anche per quanto riguarda il gusto e l'aspetto, tanto da poter essere consumati anche da chi non è affetto da intolleranza senza percepirne la differenza.
La commercializzazione
Il brevetto registrato dall'Università di Foggia ha validità internazionale e diversi contatti sono in corso con aziende interessate alla commercializzazione, anche se non trapelano notizie sui nomi.
Nel momento in cui questo avverrà, si tratterà dell'inizio della liberazione dalla schiavitù alimentare di cui soffrono decine di milioni di celiaci nel mondo.