Il virus Zika fa ancora paura in diversi Paesi del mondo, soprattutto per il suo presunto legame con la microcefalia, una malformazione neurologica che interessa i bambini e che risulta molto grave nel condizionare lo sviluppo dei più piccoli. Non ci sono ancora evidenze scientifiche che possano confermare o smentire un'associazione tra l'infezione e la grave patologia. Il legame si rafforza ancora di più, visto che un gruppo di ricercatori del Brasile ha scoperto la presenza del virus nel tessuto cerebrale di bambini affetti da microcefalia.

C'è una possibile correlazione?

E' ancora presto per dire se esista una vera e propria correlazione tra i due aspetti, ma i ricercatori brasiliani, guidati dalla patologa Lucia Noronha, sono giunti ad una conclusione ben precisa: nel cervello di alcuni neonati affetti dalla patologia neurologica è stata riscontrata la presenza del virus Zika. Il gruppo di lavoro della studiosa è stato il primo a rintracciare la presenza del virus nel liquido amniotico delle donne in gravidanza. Adesso questa notizia ci dà delle informazioni importanti per studiare al meglio queste patologie e per approfondire le analisi su una possibile correlazione. I ricercatori hanno ottenuto gli stessi risultati riscontrati in alcuni studi effettuati negli Stati Uniti.

Il virus Zika in Brasile

Il Brasile è uno dei Paesi maggiormente colpiti dall'epidemia. Secondo i dati ufficiali forniti dalle autorità del luogo, sarebbero un milione e 500.000 i soggetti contagiati dal microrganismo. Tra i mesi di ottobre e di febbraio si sarebbero verificati 462 casi di microcefalia nel Paese, un dato davvero preoccupante, perché in aumento rispetto alle medie precedenti.

Inoltre sono presenti 3852 casi di microcefalia che vengono definiti sospetti. Anche se i sintomi dell'infezione non sembrano essere così gravi, aumenta, quindi, la paura di un possibile contagio, specialmente nel caso delle donne incinte, le quali potrebbero essere soggette a delle conseguenze davvero gravi.