La vitamina D, fondamentale per il sistema immunitario e quello osseo, viene garantita all’organismo grazie all’esposizione al sole e all’assunzione di determinati alimenti, principalmente latticini e uova. Nei mesi invernali, quando l’esposizione alla luce solare è ridotta, l’organismo risente di un calo considerevole della vitamina D che, secondo gli esperti nutrizionisti, dovrebbe essere maggiormente assicurata attraverso una dieta bilanciata.
Secondo quanto emerge da uno studio effettuato recentemente per conto del portale curarelasalute.com che ha intervistato più di 24mila italiani, il 77%di questinon assume correttamente i latticini mentre il 23% non mangia a sufficienza le uova, condizioni che non consentono di avere i giusti livelli della preziosa vitamina nell'organismo.
Gli alimenti ricchi divitamina D
Gli alimenti che contengono alti livelli di vitamina D sono principalmente i latticini e le uova ma, come sottolineano i nutrizionisti, aringhe, sardine, tonno, merluzzo, vegetali a foglia scura, avena, mandorle e ribes non dovrebbero mai mancare per un corretto apporto della sostanza.
L’alimentazione dovrebbe essere il più possibile sana e completa, aiutata eventualmente dall’assunzione di supplementi multivitaminici e multiminerali completi.
Il fabbisogno di vitamina D giornaliero può variare da persona a persona ma vi sono sintomi della sua carenza che dovrebbero essere presi in considerazione perevitare problemi o patologie, in alcuni casi di grave entità.
I sintomi della carenza della vitamina D
Fondamentale per l’assorbimento di calcio e fosforo e quindi per il loro fissaggio nelle ossa, la vitamina D contribuisce al buono stato della pelle, del sistema nervoso, del sistema immunitario, del sistema cardiovascolare, dei muscoli e del pancreas.
Una elevata vulnerabilità a infezioni, siano esse virali o batteriche, può essere un segnale che l’organismo non ha sufficienti livelli di vitamina D a disposizione; così come una tendenza a problematiche relative ai denti quali rotture e paradontite, può essere un chiaro sintomo di mancanza del nutriente.
La carenza della vitamina D provoca, in casi gravi e persistenti nel tempo, osteoporosi negli adulti e rachitismo nei bambini, nonché episodi di depressione e di disturbi cognitivi legati all'elaborazione e alla corretta fluenza verbale.
Ma, raccomandano gli esperti, è bene non esagerare nell’assunzione per non incorrere in situazioni dannose per la salute.
Secondo uno studio dell’Università di Copenhagen, i valori troppo elevati nell'organismo della vitamina D, la vitamina più tossica in assoluto, costituirebbero un serio rischiodi morte per problemi cardiovascolari.