Il solstizio di inverno porta con se le feste natalizie e apre le porte al nuovo anno. Ma è anche periodo di influenza. Questo fine anno e almeno sino a fine gennaio lo stato di salute di oltre un milione di italiani verrà compromessa da una epidemia influenzale ancora più acuta rispetto allo scorso anno. L'Istituto Nazionale di Sanità attraverso il bollettino di sorveglianza epidemiologica InfluNet parla di un brusco aumento della malattia soprattutto in età pediatrica, ma che potrebbe trainare anche moltissimi adulti. L'ondata epidemica interesserà maggiormente le zone del centro-nord Italia, dove è prevista la vaccinazione gratuita fino al 31 dicembre.
Stagione più pesante del previsto
Gli esperti medici avevano già individuato nel virus A/H3 il vero colpevole dell'impennata particolarmente aggressiva che si sarebbe registra con l'entrata della stagione gelida. I soggetti maggiormente colpiti, si apprende da InfluNet, saranno i bambini ma anche le persone anziane, donne in cinta e soprattutto i malati cronici di tutte le categorie di età.
Il virus in esame si presenta più violento a causa delle mutazioni avvenute in alcuni ceppi, e che li rendono diversi rispetto a quelli che circolavano negli anni scorsi. In effetti, i medici raccomandano vivamente alzare il livello di guardia riprendendo una adeguata vaccinazione, che secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità dovrebbe toccare il 75% della popolazione.
Le regioni più colpite
Il dottor Antonino Bella, responsabile della sorveglianza InfluNet, spiega che solo entro Natale gli italiani colpiti supereranno quota 1,3 milioni. E ribadisce la necessità di vaccinarsi perché quanto prima perché l'efficacia si manifesta solo dopo 15 giorni dopo la somministrazione. Di conseguenza farlo dopo una certa data potrebbe risultare troppo tardi e aumentare il rischio di polmoniti.
Il dottore Bella indica in Piemonte, Trento, Emilia-Romagna, Umbria e Marche come le regioni più a rischio, e fa un appello molto importante e solitamente sottovalutato: ”Contro i virus influenzali gli antibiotici non servono a nulla, sono controproducenti e posso occasionare infezioni batteriche gravi”.