L'epatite C risulta essere una delle malattie infettive più importanti che compromettono principalmente il fegato portandolo, con il tempo, alla cicatrizzazione e allo stato di cirrosi. Con le stesse caratteristiche simili all'HIV, per modalità di trasmissione attraverso il sangue o l'utilizzo di presidi medici infetti, il virus dell'epatite C sarebbe presente nella popolazione mondiale, in un numero che varia fra i 130 e i 170 milioni. Con il tempo la malattia è stata trattata con i 'guanti' e si sono apportate le seguenti misure preventive nel tentativo di sconfiggerne la trasmissione: utilizzo di materiale chirurgico monouso, nuovi sistemi di sterilizzazione e maggior controllo dei 'percorsi' trasfusionali.

Dall'interferone ai farmaci antivirali

Fino a qualche anno fa veniva somministrato, ai pazienti affetti da epatite C, i farmaci immunomodulanti quali l'interferone o interferone + ribavirina; cocktail atto a indurre 'errori' nella replicazione e nella trascrizione del genoma virale, per inattivare l'mRNA e le proteine. Il vecchio sistema permetteva la guarigione di circa il 50% delle persone colpite da virus HCV, ma 'regalava' effetti collaterali a volte devastanti per l'organismo e non da tutti supportato. Oggi la scienza medica ha fatto passi da gigante (ricordiamo che fino alla metà del 2015 non era riuscita a creare un vaccino mirato all'eradicazione del virus), e mette in campo i nuovi farmaci antivirali che sono: in grado di curare il 95% delle persone infette; agiscono sulla replicazione del virus; dimezzano i tempi della cura, che dai sei/dodici mesi, scende agli attuali tre/sei.

Accesso alla guarigione per curare l'epatite C

Da inizio 2016 si è riusciti a utilizzare, in maniera gratuita e solo per i pazienti più gravi, la nuova generazione di farmaci antivirali, per via orale (Sofosbuvir), messi in commercio dall'azienda biofarmaceutica italiana "Gilead Science Srl". Il nuovo prodotto antivirale ha sopperito così alle iniezioni intramuscolari di interferone, compreso gli effetti collaterali che ne conseguivano.

Unico 'neo' relativo alle cure con i nuovi immunomodulanti è stato il suo smisurato costo (oltre 40mila euro), oggi arrivato a 1/4 grazie alla concorrenza, e alle infinite scoperte che hanno portato la creazione di nuovi farmaci capaci di colpire ogni diversa fase della replicazione virale. Il Ministero della Sanità comunica che 800mila persone sono oggi colpite dal virus e non tutelate dal SSN, ma spera, grazie alla riduzione dei costi per l'accesso ai farmaci, di ridurre nel giro di tre anni il numero dei malati. I dati rilevati da uno studio dell'Università di Napoli, insieme ai medici di sette città italiane, riferiscono che il 20% delle persone sottoposte a test rapido, non sapevano di avere l'epatite C.