Il Kenya sarà la prima nazione africana ad iniziare l’utilizzo della versione generica dell’ultimo farmaco contro l’AIDS che ha la capacità di migliorare e prolungare le vite di decine di migliaia di persone che soffrono di gravi effetti collaterali o hanno sviluppate delle resistenze agli altri trattamenti. Due giorni fa le autorità sanitarie di Nairobi hanno dato l’annuncio che presto verranno acquistati importanti lotti della versione generica del Dolutegravir (DTG).

Si tratta di un farmaco approvato negli Stati Uniti d’America nel 2013 che nei paesi sviluppati rappresenta una buona scelta per i pazienti affetti da Hiv che non sono mai stati sottoposti a una terapia antiretrovirale e per coloro che hanno sviluppato delle resistenze ad altri medicinali.

Il DTG è di facile somministrazione rispetto alle formulazioni più diffuse (è sufficiente prenderne una compressa al giorno) e inoltre sembra mantenere meglio la sua efficacia nel tempo.

Nairobi apripista. Il Kenya viene supportato in questa iniziativa dall’Untaid, un’organizzazione internazionale che lotta contro l’Aids in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Il DTG verrà somministrato a 27,000 pazienti keniani prima di venire impiegato anche in Nigeria e Uganda entro la fine dell’anno.

L’obiettivo di Nairobi è però quello di coprire la distribuzione in tutta la nazione nel più breve tempo possibile.

“Soffrivo costantemente di incubi e non avevo appetito” ha detto all’agenzia Reuters, Doughtiest Ogutu un residente della capitale keniana che ha iniziato ad assumere il DTG a causa della resistenza che ha sviluppato agli altri medicinali, “ ma ora il mio appetito è tornato…il mio corpo sta funzionando meglio grazie al farmaco”.Ogutu malato di Aids da 15 anni, afferma che il suo carico virale (Presenza di Hiv nel suo sangue) è passato da 450mila a 40mila unità da quando ha iniziato la terapia.

Di circa 1 milione e mezzo di keniani hiv positivi, più di due terzi è in trattamento, ha dichiarato alla Reuters Martin Sirengo, responsabile del National Aids and Sti Control Programme. Inoltre, il numero di nuove infezioni in Kenya (80.000 all'anno) è stato quasi dimezzato nell'ultimo decennio, grazie a test, trattamenti.

Costo troppo alto. La versione originale del DTG, chiamata Tivicay, viene prodotta dalla Viiv Healthcare (il cui proprietario di maggioranza è il gigante farmaceutico GlaxoSmithKline) e poteva già essere acquistata nelle cliniche private keniane ma a prezzi altissimi.

Un pacco da 30 compresse costa infatti 50 dollari che per un cittadino keniano è una cifra astronomica.

Il direttore delle operazioni di Unitaid, Robert Matiru, ha detto che per renderlo più accessibile l’obiettivo deve essere quello di far arrivare i farmaci sui mercati nel minor tempo possibile e ridurre i costi di produzione. “Solo i pazienti in possesso di un’assicurazione sanitaria potevano affrontare le spese delle cliniche private, ma la nostra iniziativa agisce laddove si rivolge il maggior numero di pazienti, il settore pubblico”, ha sottolineato Matiru.

Svolta per l’africa. In generale per tutto il continente africano l’arrivo dei farmaci generici potrebbe rappresentare una svolta nella lotta all’Aids.

Più economici, efficaci, disponibili, i «generici» rappresentano un’alternativa possibile per tutti quei sistemi sanitari che non dispongono di grandi risorse.

Per capire gli effetti positivi che potrebbe avere questa iniziativa basti pensare che dei 34 milioni di persone positive nel mondo il 70% vive nell’Africa subsahariana (circa 23,8 milioni secondo l’Oms), e che, come affermato da Sylvia Ojoo, responsabile per il Kenya dell’ Università di medicina del Maryland, circa il 15% dei pazienti nel continente è oggi resistente alle medicine, il che significa che nessun trattamento funziona con loro, tranne il DTG.

L’Unitaid, che cerca di migliorare l’accesso agli antiretrovirali nel mondo, ha pianificato un’ampia diffusione dei farmaci generici all’interno dei cosiddetti obiettivi globali "90-90-90" contro il virus, da raggiungere entro il 2020: far emergere il 90% delle persone che vivono con l'Aids senza saperlo, dare accesso al 90% di coloro che sono infetti ai trattamenti antiretrovirali e rendere indetettabile il virus nel corpo del 90% delle persone in trattamento.

In ogni caso per fermare la diffusione dell’Aids nel continente africano le medicine sono solo uno degli strumenti necessari. La diffusione massiccia dei test e dei contraccettivi, e le pubblicità mirate per aumentare la consapevolezza e la conoscenza della malattia devono essere prioritarie per i sistemi sanitari.

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