Sempre più di frequente con l'Estate e il caldo si riacutizza, specialmente in alcune regioni del nostro paese, il problema delle zecche e con esse della malattia di Lyme. Infatti, la malattia di Lyme è un morbo di origine batterica causato dalla Borrelia bugdoferi, un batterio, appunto, spiraliforme, che infesta le zecche e che può essere trasmesso sia all'uomo che agli animali.
I sintomi caratteristici della malattia di Lyme
La malattia di Lyme si manifesta, inizialmente, con un piccolo eritema sulla pelle. Nei giorni immediatamente successivi alla puntura dell'insetto l'eritema continua a crescere assumendo forma circolare, triangolare o ovale.
L'eritema è accompagnato da altri sintomi come febbre, dolori muscolari e rigidità del collo. Se non si interviene tempestivamente con un'adeguata terapia farmacologica si può arrivare a provare forti dolori alle articolazioni e gonfiore che possono durare mesi. Nei casi più gravi si arriva a subire danni neurologici e problemi cardiaci come il blocco atrioventricolare. Fino al punto di sviuppare artrite cronica, che provoca notevoli difficoltà di deambulazione e, in casi più rari, meningite asettica.
Cosa fare in caso di puntura di zecca
La cosa più importante da fare se si è stati punti da una zecca è quella di rimuovere prima possibile l'insetto, badando bene a non toccarla con le mani nude.
E' preferibile usare delle pinzette come quelle usate dalle estetiste. Occorre anche badare a non schiacciare il corpo della zecca. E se la bocca dell'insetto rimane attaccata alla cute va rimossa utilizzando un ago sterile.
Dato che la zecca, nella maggior parte dei casi, rimane attaccata alla cute per potersi nutrire del sangue dell'ospite, e dal momento che le occorrono circa 12 ore per poter completare la digestione del sangue umano e riversare nel torrente sanguigno il batterio responsabile della malattia di Lyme, il rischio di contrarre il morbo è nullo se si rimuove la zecca entro 12 ore dalla puntura. Il rischio, invece, è massimo trascorse 36 ore, secondo il Dottor Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive parassitarie e immunomediate dell’istituto Superiore di Sanità.
La comparsa dei sintomi e la terapia farmacologica consigliata
Secondo l'esperto dell'Istituto Superiore di Sanità chi ha subito una puntura di zecca deve essere tenuto sotto controllo per almeno 30 - 40 giorni. Infatti, prima di questo periodo, la malattia di Lyme è asintomatica. Dopo questo periodo comincia a comparire l'eritema di forma circolare, che può anche diffondersi in altre parti del corpo. Se si presentano i sintomi tipici, come febbre a 38 gradi e dolori muscolari, occorre iniziare una terapia antibiotica somministrando doxiciclina 100 mg due volte al giorno o di amoxicillina 500 mg 3 volte al dì per 10-21 giorni.
In caso di sintomi più gravi è consigliabile, sempre secondo il Dottor Rezza, passare alla somministrazione di ceftriaxone per via endovenosa o intramuscolo alla dose di 2 grammi al giorno in presenza di artrite per 14 giorni oppure in caso di cardite la terapia si prolunga per 21 giorni o per 30 giorni in caso di complicanze neurologiche.
Da ricordare assolutamente che la malattia deve essere curata il prima possibile, in quanto una diagnosi tardiva rende tutto più difficile. Inoltre, anche se la malattia di Lyme viene curata con successo, il nostro organismo non sviluppa anticorpi contro di essa, quindi potrebbe essere contratta nuovamente.