Sotto elezioni siamo tutti chiamati a scegliere il partito per il quale esprimere la nostra preferenza tra gli schieramenti politici in campo che, durante la campagna elettorale, tenteranno di indirizzare a sé il maggior numero di voti possibili utilizzando tutti i mezzi a loro disposizione.
Campagna elettorale 2.0
Se un tempo i giornali, i telegiornali, i dibattiti televisivi e le interviste erano l’unico mezzo per diffondere la propria idea politica, soprattutto in queste ultime elezioni il web (e soprattutto il web 2.0 dei social network) è stata la piattaforma prediletta dai candidati presidenti.
Il social network presenta infatti alcuni vantaggi molto utili:
- Fornisce info sugli elettori
- Può essere seguito spontaneamente o targettizzato
- Viene proposto a chi, secondo l’algoritmo, più lo desidera
- Ha una vicinanza emotiva alla persona che nessun altro mezzo ha
Proprio su quest’ultimo aspetto si focalizza l’analisi effettuata dal gruppo editoriale GEDI chiamata “Emozioni Politiche”: un’analisi dettagliata dei post su Facebook e Twitter dalle pagine dei sei soggetti più in vista delle future elezioni, ossia Berlusconi, Renzi, Salvini, Grasso, Di Maio e la Meloni.
Emozioni e voto
Le emozioni prese in considerazione sono quelle primarie ed universali secondo l’esperto di emozioni Paul Ekman: gioia, disgusto, sorpresa, paura, rabbia e tristezza alle quale viene aggiunto un pilastro di tutte le campagne elettorali di sempre: la fiducia e le relative attese da parte dei potenziali elettori.
Le analisi, disponibili sul sito, dovrebbero far emergere dati sempre aggiornati sulla connotazione emotiva delle parole usate durante questa campagna elettorale e illustrarli con grafici ed animazioni, in modo da restituire alla popolazione un termometro elettorale che non riguarda solo gli ideali e i programmi, ma anche dei sentimenti provati.
Ogni ricerca psicologica condotta sulle scelte negli ultimi decenni, infatti, ci porta a pensare che sebbene l’aspetto razionale sia molto importante, le decisioni vengono primariamente prese attraverso un meccanismo emotivo.
Se questo meccanismo è vitale, poiché ci consente di non stare a considerare tutti i dettagli del caso, tutte le volte che dobbiamo prendere una decisione, talvolta ci si ritorce contro portandoci a compiere una scelta “di pancia” e quindi non facendoci ragionare su cosa sia il bene per noi.
E quindi bene informarsi, per esser consapevoli di queste emozioni veicolate dai partiti, perché, se non si è consapevoli, si è automaticamente manipolati.