I tumori rappresentano indubbiamente una patologia complessa che chiama in causa molteplici meccanismi di natura bio-molecolare. D'altronde il nostro organismo per evitare che le cellule possano crescere in maniera incontrollata e quindi proliferare dando il via a un processo tumorale, può contare su un sistema noto come apoptosi, ovvero morte cellulare programmata. In questi ultimi decenni anche nell'ambito della ricerca sono stati compiuti passi in avanti nella comprensione dei meccanismi attraverso cui una cellula sana "impazzisce" trasformandosi in una cellula tumorale.

D'altronde le terapie oggi a disposizione nella lotta ai tumori, ovvero la radio e la chemioterapia non sono esenti da importanti effetti collaterali, per cui l'obiettivo della ricerca medica è di mettere a punto strategie terapeutiche altrettanto efficaci, ma che comportino meno effetti collaterali nell'ottica di salvaguardare la qualità di vita del paziente oncologico.

Scoperta proteina che fa proliferare le cellule cancerose

In questo senso l'Università di Siena in collaborazione con l'Università di Manchester e quella di Brescia, ha scoperto perché l'organismo umano in caso di cancro non riesce a mettere in atto i sistemi di difesa che ha disposizione per l'eliminazione delle cellule tumorali.

Secondo i ricercatori dell'Università di Siena ciò deriverebbe da una proteina denominata Erk-2. Questa proteina infatti sarebbe in grado di impedire alle cellule del sistema immunitario, denominate macrofagi, di funzionare come dovrebbero, per cui verrebbero bloccate proprio da questa proteina divenendo così alleate dei tumori. In pratica nel momento in cui le cellule sane si trasformano in cellule tumorali, questi 'spazzini' del nostro organismo verrebbero riprogrammati. Negli studi condotti sul modello animale i ricercatori sono riusciti a diminuire l'azione di questi macrofagi 'deviati' al fine di bloccare la proliferazione delle cellule tumorali. Detto in altri termini se si riesce a bloccare questa proteina è possibile anche impedire la crescita del tumore.

Nuove possibili strategie terapeutiche nella lotta ai tumori

Emanuele Giurisato, uno degli autori della ricerca che lavora al Dipartimento di Medicina molecolare e dello sviluppo dell'università di Siena, ha spiegato che nei topi la crescita del carcinoma si sia ridotta in mancanza di questa proteina Erk-5 e allo stesso tempo si è sviluppata una situazione infiammatoria anti-tumorale. Per Giurisato quindi riuscire a colpire questi macrofagi pretumorali con una terapia specifica in grado di andare a sopprimere la proteina Erk-5 potrebbe rivelarsi molto importante per mettere a punto una nuova strategia terapeutica anti-cancro.