I numeri stilati da alcune associazioni sui tumori in Italia fanno riflettere, soprattutto i casi in continuo aumento in Calabria. Secondo gli esperti i casi in aumento sarebbero dovuti alla poca prevenzione, in quanto troppe persone seguono una vita poco salutare.
Il tumore più diffuso è quello del colon
Allarme in Calabria per i dati diffusi dall'Associazione italiana di Oncologia Medica (AIOM) e dall'Associazione italiana Registri Tumori (AIRTUM), che circa dieci giorni fa hanno diffuso i dati ufficiali sulla malattia del secolo. I 5 tumori più frequenti sono quelli di colon, seno, polmone, prostata e stomaco, con dati che lasciano più di una riflessione.
Dal 2014 ad oggi sono decedute 4698 persone per via del cancro, di cui 743 afflitti al polmone e 591 al seno. Numeri impressionanti, se si considera che di questi decessi 286 sono stati per via della malattia allo stomaco e ben 237 del fegato. Ci sono altri numeri che lasciano un nodo al cuore, quelli delle persone che combattono giornalmente contro questo male. Addirittura 10450 nuovi casi, di cui 5650 sono uomini e 4800 donne.
Il dottor Barbieri ha spiegato i motivi di questi numeri preoccupanti
Ci ha pensato un personaggio importante a spiegare le cause delle malattie in aumento tra i calabresi, il dottor Vito Barbieri, coordinatore AIOM per la Calabria e medico presso l'Oncologia "Mater Domini" a Catanzaro.
Una volta la malattia del secolo in tanti casi era ritenuta incurabile, invece negli ultimi anni la medicina ha fatto passi da gigante e in tante situazioni il male si può sconfiggere. Oppure si può convivere con tutto questo, con le cure che permettono anche una buona qualità di vita. Chemioterapia, radioterapia e terapie target consentono nella maggior parte degli avvenimenti di sconfiggere le cellule maligne, consentendo così una nuova vita dopo il dramma.
Il dottore ha specificato come questi casi avvengano per la scarsa prevenzione, dovuta in molti casi alla scarsa attività fisica, al fumo e all'alimentazione poco corretta. Che nel 40% delle situazioni incide sulla salute delle persone, causando mali improvvisi e alle volte non curabili.
Arrivano le statistiche su queste affermazioni molto importanti, con il 45,9% dei malati che conduce una vita sedentaria, il 34% è in sovrappeso per via dell'alimentazione totalmente inadatta. Non è finita qui in quanto non è da sottovalutare l'ultimo dato, con l'11,2% dei calabresi che risultata in obesità. Non ci siamo se consideriamo che la media nazionale è ben diversa, con dati molto più bassi e controllati. Un altro dato preoccupante è quello dei calabresi che si sono sottoposti al test per la ricerca del sangue occulto nelle feci, che serve ad individuare il rischio di cancro precoce nel colon. Ad effettuare questo importante esame solo il 24%, a conferma delle parole di Barbieri sulla poca prevenzione.
Dopo questi dati i cittadini calabresi sono chiamati a riflettere, magari iniziando ad effettuare gli esami preventivi con più frequenza, evitando così di essere presi alla sprovvista dalla malattia del secolo.