La salamandra Ambystoma mexicanum, comunemente chiamata salamandra Axolti, vive soltanto nel lago di Xochimilco, a 20 km da Città del Messico, e oggi purtroppo si è quasi estinta a causa soprattutto dell'inquinamento prodotto dall'uomo. Eppure è proprio questa salamandra che potrebbe aiutarci in campo medico come ci spiega la genetista Karen Echeverri.

Pubblicità
Pubblicità

Come può aiutarci questa salamandra

La salamandra Axolti, come nell'uomo, ha all'interno del suo DNA una proteina chiamata c-Fos. Nell'uomo, la proteina è capace di cicatrizzare le lesioni al sistema nervoso, mentre nell'animale, tale proteina è addirittura capace di rigenerare la parte nervosa danneggiata. La genetista Karen Echeverri, insieme al suo gruppo di ricercatori dell'Università del Minnesota, sta portando avanti le ricerche in merito e i primi risultati ottenuti sono stati presentati nel congresso di Biologia sperimentale.

La salamandra che può aiutarci nella ricerca medica
La salamandra che può aiutarci nella ricerca medica

Secondo la genetista studiare la proteina c-Fos è molto importante per la creazione di futuri farmaci che serviranno per curare lesioni spinali e malattie neurodegenerative, nonché per cercare di rigenerare parti del corpo senza lasciare segni di cicatrici. Attualmente si sta cercando di capire come mai nella salamandra tale proteina, seppur identica a quella dell'uomo, opera in maniera diversa in presenza di lesioni al sistema nervoso.

Le ricerche passate

Già in passato furono fatte ricerche in merito a questa fantastica proprietà della salamandra di rigenerare ogni parte del suo corpo.

Pubblicità

Le ricerche si svolsero prendendo in esame il genoma dell'animale con lo scopo di sequenziarlo, in quanto, se nell'uomo il programma di sviluppo che ci accompagna quando siamo nel grembo materno si interrompe mentre cresciamo, nella salamandra il programma continua fino alla sua morte. Sequenziare il genoma però continua a risultare molto difficile perché nella salamandra risulta essere dieci volte più grande di quello dell'uomo e ha trentadue miliardi di coppie base.

Si scoprì però che solo alcuni di questi geni si attivavano in presenza del processo di rigenerazione, inoltre, secondo un processo di evoluzione, i geni che si occupano dello sviluppo dell salamandra, sono molto più piccoli rispetto agli altri geni, ed è probabile che proprio questa particolarità possa favorire la trascrizione in maniera veloce quando necessario, in questo caso durante la fase di rigenerazione.

Leggi tutto