Il raffreddore presto potrebbe essere solo un ricordo o quasi. E' quanto sta emergendo agli onori della cronaca per una ricerca che avrebbe portato alla luce un sistema per azzerare i sintomi di un fastidio che tormenta l'uomo da millenni. Un problema che, indubbiamente, non può essere considerato una patologia grave ma rappresenta un impaccio da poco per quanti ne hanno a che fare per qualche giorno. E non va dimenticato che può essere portatore di complicazioni importanti qualora sopraggiunga su soggetti già debilitati da disfunzioni polmonari o asma.

Ed è soprattutto per loro che ci si augura che presto si possa trovare una strada per evitare che il raffreddore faccia il suo corso.

Raffreddore: le cose da sapere

Si stima che ogni uomo si prenda il raffreddore due o tre volte l'anno. Il dato diventa più ampio quando la campionatura viene fatta su bambini e adolescenti. Allo stato attuale si sa che non esiste vaccino per un motivo semplice: per immunizzare il corpo occorrerebbe conoscere a menadito il genoma di un virus, ma per il rinovirus questo non è possibile. La motivazione va rintracciata nel fatto che il raffreddore non è un fenomeno che si manifesta a causa di un singolo virus ma trova la sua origine in una vera e propria famiglia di agenti patogeni.

Si caratterizzano per la loro elevata resistenza, determinata da una spiccata capacità di differenziarsi. Si tratta, perciò, di un qualcosa che rappresenta un bersaglio difficile per qualsiasi terapia farmacologica. D'inverno capiterà a tutti di assumere alcune gocce per il naso ma esse non intervengono alla base del problema, limitandosi a lenirne gli effetti.

L'ipotesi di un futuro senza raffreddore oggi risulta plausibile perché potrebbe essere presto trovata una strada che permette di agire dal punto più profondo in cui nasce la patologia.

Raffreddore: cosa propone il nuovo studio ?

E' in Gran Bregna che una ricerca pare destinata a dare buoni frutti. Innanzi, tutto occorre specificare che, per il momento, i test positivi hanno riguardato degli esperimenti di laboratorio e solo nel breve termine si inizierà a fare delle sperimentazioni su animali e uomini.

Quello che, però, è venuto alla luce è la possibilità di utilizzare una molecola chiamata Lmp-1088, la cui funzione è quella di bloccarne un'altra a carattere proteico chiamata (N-miristoiltransferasi o Nmt). Essa è contenuta nelle cellule umane e rappresenta il luogo in cui il virus del raffreddore va a trovare riparo. Un autentico guscio che però verrebbe inibito dal ruolo della molecola Lmp-1088. Lo studio, per il momento, ha avuto spazio di pubblicazione su Nature Chemistry e ha tracciato l'inizio di un percorso che potrebbe davvero portare alla più efficace terapia mai esistita per il raffreddore.