Il ventottenne Aaron Traywyck è stato un bioacker americano che si proponeva l'ambizioso proposito di sconfiggere malattie come l'herpes, l'hiv, il cancro ecc. Il giovane era talmente convinto delle sue ricerche da usare addirittura il proprio corpo per testare "terapie alternative" da lui messe a punto per la cura di queste malattie. Una convinzione che però ha finito per essergli fatale, visto che probabilmente una cura fai da te sembra essere stata la causa del suo decesso.
I biohacker sono persone o comunità che eseguono ricerca biologica in pieno stile hacker
Il giovane americano apparteneva a tale categoria di ricercatori decisamente borderline, ovvero individui che pur non possedendo adeguate competenze medico-scientifiche decidono ugualmente di testare a proprio rischio e pericolo, spesso sul proprio corpo, delle terapie fai-da-te. Il loro desiderio è quello di arrivare a soluzioni curative che siano più efficaci dei risultati raggiunti dalla ricerca ufficiale.
Un obiettivo, questo, molto ambizioso, che cercano di perseguire anche con mezzi alquanto discutibili: ossia cure create in sgabuzzini, cantine o nelle stanze di semplici abitazioni. Spesso anche senza il supporto di un'adeguata preparazione o di strumenti scientifici appropriati.
Il fenomeno è denominato "bodyhacking" e sta raccogliendo consensi e proseliti soprattutto tra i giovani americani che stanno anche espandendo tale anomalo metodo di ricerca un po' in tutto il mondo.
La speranza della scienza ufficiale è che la tragica storia di Aaron Traywick possa fungere da deterrente e contribuire così a mettere un freno a questa pseudo-ricerca. Il giovane a quanto sembra si era procurato un semplice kit per fare degli esperimenti usando il proprio corpo come vera e propria cavia. Purtroppo però questo gioco da novello scienziato è stato fatale al ragazzo che è morto dopo essersi iniettato una terapia genetica fatta con delle cellule modificate del virus.
Le motivazioni del giovane biohacker erano ambiziose
Lo scorso febbraio si era iniettato una terapia alternativa che a suo dire avrebbe dovuto curare l’herpes. Ma ciò, sempre a suo dire, rappresentava solo un primo passo, visto che era nei suoi futuri progetti applicare tale rivoluzionaria cura genetica anche ad altre malattie. Il progetto però è finito tragicamente con il ragazzo che è deceduto lo scorso 29 aprile. Non sono ancora del tutto chiare le cause della morte, sulle quali farà piena luce l'autopsia, ma è probabile che le improvvisate sperimentazioni cui il suo corpo è stato sottoposto possano aver giocato un ruolo determinante nel suo decesso.