Un team di esperti ha svolto presso l'Università di Padova delle ricerche sugli effetti generati dal lockdown sulla popolazione, analizzando in particolare la seconda settimana: quella che andava dal 17 al 23 di marzo. Dall'analisi sono emersi alti livelli di depressione, elevato stress, insonnia e difficoltà nella percezione del tempo. Questi i risultati causati dal trascorrere molto tempo chiusi in casa, e pubblicati sulla rivista di carattere scientifico Journal of Sleep Research.

La ricerca e i risultati ottenuti

La ricerca è stata coordinata da Nicola Cellini, appartenente al dipartimento di Psicologia Generale dell’ateneo veneto.

Il gruppo di ricercatori è stato in grado di recuperare alcuni dati sulla qualità del sonno in un campione di 1310 persone, di fascia di età compresa tra i 18 e i 35 anni.

Il periodo che gli esperti hanno posto sotto osservazione è stato quello della settimana tra il 17 ed il 23 marzo, la seconda trascorsa in lockdown, facendo il raffronto con la prima settimana di febbraio (dall'1 al 7 di febbraio) quando ancora non vi era nessuna limitazione agli spostamenti sul territorio italiano. Dalla ricerca è emerso che, a causa di vari motivi, fra cui lo scarso movimento generato dalla permanenza in casa, la scarsa esposizione alla luce del sole, l'assenza di attività sociali e le preoccupazioni dovute al contesto, è stato riscontrato un peggioramento della qualità del sonno.

Inoltre, tra gli altri effetti attribuibili alla quarantena, è stato registrato un vistoso cambiamento nei ritmi sonno-veglia, dovuto ad un incremento nell'uso di internet, e un'alterata percezione del tempo che scorre.

L'OMS è preoccupata per gli adolescenti

Lo studio ha messo in evidenza che il 24,2% (23,73% degli studenti e 24,95% dei lavoratori) del campione aveva sintomi depressivi (da lievi a severi), il 32,6% viveva stati di ansia e metà del campione (il 51,6% degli studenti e il 49,47% dei lavoratori) sintomatologia da stress. Inoltre tra questi soggetti si sono manifestanti problemi d'insonnia, in aumento dal 40,5% al 52%.

Sul tema si è esposta anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità, effettuando una ricerca sui giovani, analizzando i dati sulla salute, legami e sul benessere con un campione di oltre 200 mila studenti di età compresa tra 11 e 15 anni, provenienti da diversi Paesi del territorio europeo e del Canada.

Si è riscontrato che un numero crescente di giovani sta vivendo problemi legati alla salute mentale. Gli adolescenti in questo periodo di lockdown sono risultati essere più irascibili, e giù di morale. Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa, ha dichiarato che questi problemi sono stati riscontrati in molti casi.