Viridia Life Science, totalmente controllata dalla biotech ATAI fondata nel 2018, ha annunciato che nel 2021 inizierà uno studio clinico sul DMT (N, N-Dimetiltriptamina), alcaloide presente in un noto infuso psicoattivo, l’ayahuasca, molto usato dalle comunità indigene del Sud America. Obiettivo del progetto è valutarne la sua efficacia nelle malattie mentali, a partire dalla depressione.

Ayahuasca

Nel linguaggio degli indigeni di alcune comunità del Sud America, il termine Ayahuasca indica qualcosa di mistico (liana degli spiriti o dei morti). Si tratta di un infuso, preparato con diverse piante amazzoniche, che procura effetti allucinogeni.

Gli sciamani, e gli stessi abitanti del Perù, Colombia, Ecuador, Brasile, Bolivia e Venezuela, ne preparano un decotto, facendo bollire in acqua, per diverse ore, una miscela di piante, o parti di esse. Tra queste la Banisteriopsis caapi e la Psychotria viridis.

Negli ultimi trent'anni anche il mondo accademico ha iniziato a interessarsi a questo decotto. Sono aumentate le ricerche scientifiche e le prime evidenze per un possibile impiego terapeutico. A Ibiza (Spagna) - settembre 2014 - e a Rio Branco (Brasile) - ottobre 2016, con il patrocinio dell’UNESCO, sono stati organizzati due eventi mondiali, World Ayahuasca Conference. L’obiettivo era diffondere la conoscenza di questo infuso e sensibilizzare le autorità per un suo impiego responsabile e controllato.

Nel 2018 viene fondata ATAI Life Sciences, una società biotech che ha come obiettivo lo sviluppo di nuovi farmaci attraverso un approccio decentralizzato, basato su una piattaforma di big data. Per accelerare le fasi dello sviluppo – e quindi arricchire rapidamente la loro pipeline - stanno adottando delle strategie innovative che comprendono talenti, tecnologie e risorse finanziarie.

Adesso ATAI ha costituita una società, la Viridia Life Science, con la finalità di sviluppare un progetto sulla depressione partendo proprio dall’ayahuasca.

I ricercatori della Viridia si stanno concentrando su un componente di questo infuso, la DMT (N, N-Dimetiltriptamina). Un alcaloide dalle proprietà psicoattive che potrebbe trovare delle applicazioni terapeutiche in alcune malattie mentali come la depressione.

Lo studio clinico, secondo quando annunciato dai dirigenti di questa Biotech, dovrebbe iniziare nel 2021.

Un altro antidepressivo?

Se dovesse superare la sperimentazione clinica, l’ingrediente dell’ayahuasca sarebbe un altro caso di successo dopo quello della ketamina, ora approvato in Usa ed Europa, come spray per la depressione, e della psilocibina – al momento in fase di valutazione clinica.

La ketamina, anestetico generale, di sintesi, scoperto negli anni ’60 e ampiamente diffuso come tale sia in clinica che in ambito veterinario. È un antagonista dei recettori NMDA del glutammato ma la sua azione non è selettiva. Interagisce anche con i recettori noradrenergici, serotoninergici, muscarinici e adrenergici.

Quindi ha una forte azione sul Sistema Nervoso Centrale, con evidenti effetti psichedelici. Promuove l’attività circolatoria e respiratoria anziché ridurla; per questo motivo, la ketamina è soprannominata anestetico gentile ed è impiegata come anestetico anche nei bambini. Ora, come abbiamo detto, è stata autorizzata anche contro la depressione.

L’altro esempio di successo è rappresentato dalla psilocibina, una molecola presente nei cosiddetti “funghetti magici”. Una volta ingerita, dalla molecola psilocibina, nello stomaco, viene rimosso un gruppo fosfato trasformandola nella forma attiva, psilocina. Questa molecola ha una struttura simile alla serotonina e, raggiunto il cervello, si lega proprio ai recettori serotoninergici, generando un effetto simile a quello osservabile da un normale rilascio di serotonina.

Una startup londinese, la COMPASS Pathways, fondata nel 2016, ha testato per la prima volta questo composto in uno studio clinico randomizzato, come antidepressivo. Su 89 volontari, verso placebo. Il prodotto è risultato ben tollerato e privo di effetti collaterali importanti. Nel 2018 questo prodotto ha ricevuto da FDA la designazione di Breakthrough Therapy per il trattamento di pazienti con depressione resistente ad altri trattamenti. Attualmente in Europa e Nord America la psilocibina viene studiata in uno studio di Fase IIb, su 216 pazienti affetti da depressione resistenti al trattamento standard. I risultati dello studio sono atteso per inizio 2021.

Nel trattamento della depressione, a questi due casi di successo ora potrebbe aggiungersi anche la DMT che agisce come agonista parziale dei recettori 5-HT (recettori serotoninergici).

Rispetto ad altre droghe psichedeliche, DMT induce esperienze psichedeliche in tempi molto rapidi ma gli effetti sono di breve durata perché rapidamente metabolizzata. Ad esempio, con LSD e la psilocibina, gli effetti allucinogeni possono permanere anche sei ore. Con la DMT gli effetti allucinogeni si esauriscono in 15 minuti. Il vantaggio di usare la DMT e non l’estratto intero dell’ayahuasca, è che nell’infuso tal quale sono presenti anche degli inibitori delle monoamino ossidasi (MAO-inibitori). Ovvero sostanze che inibiscono degli enzimi che metabolizzano alcuni neurotrasmettitori come la serotonina e le catecolamine: adrenalina, noradrenalina, melatonina e dopamina. Ma anche la DMT, prolungandone gli effetti.

Usando invece la DMT da sola, questa viene rapidamente metabolizzata e quindi gli effetti negativi si esauriscono in pochi minuti.

ATAI Life Sciences / Viridia Life Science stanno lavorando ad una formulazione orale (sublinguale) o nasale (spray), che dovrebbe risultare più agevole rispetto a quella di una società concorrente, la MindMed, che ha annunciato di stare a studiare la DMT in un formulato da somministrare endovena. Via di somministrazione decisamente meno agevole per i pazienti.