L’Unicef ha lanciato un allarme: l’epidemia di Ebola ha raggiunto mille casi confermati a livello mondiale al 23 giugno 2026. Nella Repubblica Democratica del Congo orientale, circa 2,95 milioni di bambini e adolescenti (il 54% della popolazione delle 31 zone sanitarie colpite) sono a rischio. Tale pericolo deriva sia dall’infezione diretta del virus sia dal collasso dei servizi essenziali nella regione.

Al 19 giugno, i minori costituivano il 15% dei casi e oltre il 25% dei decessi confermati di Ebola nella RDC orientale. La provincia dell’Ituri, in particolare, conta oltre 130 bambini orfani a causa dell’epidemia.

In Uganda, si registrano 20 casi e due decessi tra adulti; un bambino è risultato positivo e altri 19 sono in quarantena.

Evoluzione dell'epidemia e zone critiche

L’epidemia di Ebola, causata dal virus Bundibugyo, mostra una rapida evoluzione nella Repubblica Democratica del Congo, con trasmissione sostenuta. Al 17 giugno, la RDC ha registrato 896 casi confermati e 232 decessi. La provincia dell’Ituri è l’epicentro, con oltre il 91% dei casi concentrati nelle zone sanitarie di Bunia, Rwampara, Mongbwalu e Nyankunde. L’Uganda, al 18 giugno, ha confermato 19 casi e due decessi, oltre a un caso probabile deceduto, tutti collegati a trasmissioni dalla RDC.

Le autorità di entrambi i Paesi, supportate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e partner, implementano misure di risposta come il tracciamento dei contatti, l’isolamento, sepolture sicure e il coinvolgimento comunitario.

La gestione dell’emergenza è resa complessa da conflitti, popolazioni sfollate e limitato accesso ai servizi sanitari.

Natura del virus e strategie di contenimento

L’Ebola da virus Bundibugyo è una malattia zoonotica grave e spesso fatale, con trasmissione interumana tramite contatto con fluidi corporei o materiali contaminati. Il periodo di incubazione va da 2 a 21 giorni, e i sintomi iniziali aspecifici complicano la diagnosi precoce. Attualmente, non esistono vaccini o trattamenti approvati per questa specifica forma di Ebola. Le strategie di controllo si basano su isolamento, tracciamento dei contatti, pratiche di sepoltura sicura e un forte coinvolgimento della comunità.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) classifica il rischio come molto alto nella Repubblica Democratica del Congo e alto in Uganda e nei Paesi limitrofi, a causa della mobilità transfrontaliera.

Il rischio è considerato basso nel resto dell’Africa e a livello globale. L’OMS, pur monitorando costantemente la situazione e fornendo supporto, non raccomanda restrizioni ai viaggi o agli scambi commerciali con la RDC o l’Uganda.