In Campania, sono attualmente operative novantotto Case di comunità e tredici Ospedali di comunità, per un totale di oltre 110 strutture. L'annuncio, comunicato dalla Regione, precede di pochi giorni la scadenza del 30 giugno, data fissata dal Pnrr per l'entrata in funzione della nuova rete di assistenza territoriale. Tutte le strutture risultano funzionanti e conformi ai requisiti ministeriali. La previsione iniziale era di 171 Case di comunità e 47 Ospedali, ma non si escludono ulteriori aperture a breve. La maggior parte delle Case di comunità si trova a Napoli città (22) e nella provincia partenopea (27).

Circa ottocento medici sono già impegnati nelle nuove strutture. Tuttavia, i sindacati segnalano criticità su organici e dotazioni tecniche, chiedendo un incontro in Regione per affrontare le problematiche.

Finanziamenti e potenziamento del personale sanitario

La Giunta regionale della Campania ha approvato un incremento di circa 62 milioni di euro per il tetto di spesa del personale delle aziende sanitarie e ospedaliere, portando il totale per il 2026 a 3.230.894.471 euro. Questo aumento è destinato a nuove assunzioni e adeguamenti contrattuali. È stato inoltre aggiornato il Piano operativo regionale per l’attuazione degli interventi del Pnrr – Missione 6 “Salute”, con un importo complessivo rideterminato da 951.207.259,56 euro a 1.131.731.195,49 euro.

Il piano ha preso atto dell’attivazione dei servizi di 51 Case della Comunità e dell’entrata in esercizio di ulteriori 16 strutture, in linea con i target del 31 marzo 2026.

Provvedimenti aggiuntivi e controlli

Tra gli altri provvedimenti, la Regione ha rinnovato l’autorizzazione alle attività di trapianto per i centri di fegato (AORN Cardarelli di Napoli) e rene (AOU Federico II di Napoli e AOU San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno). Al Centro Regionale Trapianti sono stati affidati compiti di supervisione e monitoraggio. È stato anche adottato il Piano annuale 2026 del Servizio ispettivo sanitario e sociosanitario, che prevede accertamenti ordinari su 17 enti pubblici e 8 strutture private accreditate, con attività straordinarie su richiesta.

Infine, sono state approvate le Linee di indirizzo regionali per la prevenzione, la sorveglianza e il controllo della tubercolosi. Questo strumento mira a uniformare l’assistenza sul territorio, riorganizzare la rete dei centri di riferimento, migliorare l’appropriatezza diagnostico-terapeutica e favorire l’integrazione ospedale-territorio e la gestione del rischio.