L'Unione Europea si interessa almondo del calcio è lo fa con riferimento alle regole attualmente vigenti chedisciplinano il Calciomercato. Da unostudio della Commissione UE emerge che l'attuale disciplina del Calciomercato risultaessere squilibrata a vantaggio dei club più danarosi. Difatti dei tre miliardi di euro circa che sispendono ogni anno per il calciomercato solo una percentuale inferiore al 2% degliimporti complessivi derivanti dai trasferimenti di cartellino arriva nelle cassedelle società più piccole, che invece sono proprio quelle che affrontano i maggiorisforzi economici ed organizzativi per mantenere in vita i vivai da cui poi igrandi campioni emergono quando arrivano in prima squadra.
Ad aprile per rimediare a questasituazione di squilibrio verrà dunque presentata una proposta che prevede l'introduzionedi forme di fair play finanziario: si parla nello specifico di controlli piùapprofonditi sulle transazioni operate dai club, di una tassa sulle stesse transazionii cui proventi verrebbero ad essere distribuiti ai club più piccoli, ed infinedella fissazione di un tetto massimo al numero dei giocatori tesserabili. Toccheràad una commissione ad hoc appositamente istituita elaborare una bozza di normativamediante la quale dare applicazione a tali propositi.
Il Calcio, visto come impresa,ossia come attività economica svolta dai club e finalizzata a ricavare unprofitto, è tuttavia quel settore di attività che rispetto a tutti gli altrinon conoscerebbe crisi.
Si parla di un aumento dei ricavi del 10% in favore delle20 squadre europee di vertice nel corso della stagione 2011/2012 con unfatturato complessivo superiore ai 4,8 miliardi di euro, e ciò in barba allacrisi economica in atto un po' ovunque. Il Milan, club italiano più ricco d'Europaall'ottavo posto della Top 20, vanta un fatturato di 256,9 milioni di euro. LaJuventus, decima in assoluto, ha totalizzato ricavi per 195,4 milioni di euro.A seguire l'Inter (dodicesima con 185,9 milioni), il Napoli (quindicesimo con 148,4 milioni) ela Roma (diciannovesima con 115,9 milioni).
Probabilmente però questi dati diffusi qualche giorno,facendo riferimento propri agli affari realizzati dai grandi club europei, etrascurando la realtà di tutti gli altri, testimoniano dello squilibrioesistente a svantaggio della realtà delle società calcistiche più piccole.