Nonostante il risultato, non credo sia scorretto affermare che sia stata una partita sofferta, quella degli ottavi di finale di Champions League tra Juventus e Celtic. Il Celtic ha attaccato molto, in velocità come è solito fare, e per diverse volte gli scozzesi sono riusciti ad andare al tiro in porta. Per fortuna, sono stati molto imprecisi.

La Juve ha fatto la sua partita: naturalmente Conte è stato bravissimo a schierare la migliore squadra disponibile, con Vucinic recuperato dopo l'infortunio di domenica e il ritrovato Matri, che solo dopo tre minuti sblocca il risultato su uno svarione difensivo della difesa del Celtic.

In un primo tempo il goal era stato assegnato a Marchisio, ma la palla era già entrata dopo l'intervento di Matri.

Il primo tempo, comunque, non è stato tutto di marca bianconera: c'è stata grande lotta a centrocampo, ci sono state molte ripartenze del Celtic, ma la Juve è riuscita a contenere benissimo la pressione degli scozzesi, ripetitivi nel copione e prevedibili nella manovra. Il primo vero pericolo arriva così solo dopo l'ora di gioco: sul traversone di Charlie Mulgrew, Ambrose - dimenticato dalla difesa bianconera - sa solo schiacciare tra le braccia di Buffon.

Nell'ultimo quarto d'ora la Juve dilaga, e sempre a causa di grandi incertezze della difesa del Celtic. Al 32' con una manovra in verticale, Matri innesca Marchisio che si libera di Scott Brown prima di firmare il raddoppio.

Una manciata di minuti più tardi è ancora Marchisio a lanciare nello spazio Mirko Vucinic: solo davanti a Forster il montenegrino non può sbagliare. Il 3-0 è tondo, giusto, perfetto per affrontare in serenità il ritorno a Torino.