Mondiali nuoto Barcellona 2013 che vanno in archivio con qualche ombra sulla prestazione della squadra azzurra. Ci si interroga sul futuro prossimo di una formazione che, partita tra grandi speranze, deve ora fare i conti con la realtà di un duro ridimensionamento che parte dall'analisi obiettiva dei risultati conseguiti a Barcellona.
Per quanto ci riguarda i Mondiali, sono stati salvati da tuffi e fondo. Solo due le medaglie prese in vasca. L'analisi del CT Butini ha però un segno diverso e parte dal presupposto che le aspettative di risultati vincenti non erano poi così alte, specie partendo dal presupposto del clamoroso flop di Londra 2012.
Bisogna però ammettere che nomi di primo livello come Scozzoli, Rivolta e Bianchi, una volta raggiunto l'obiettivo della finale, non hanno dato la sensazione di avere nei muscoli e nei nervi la birra giusta per andare a conquistare medaglie dal metallo nobile in questa edizione.
Bisogna comunque cercare di moltiplicare le energie per trovare nuovi metodi di allenamento capaci di rendere i nostri elementi più importanti all'altezza delle gare che sono in programma alle prossime Olimpiadi. Il 2013 è solo il primo anno del quadriennio olimpico e dunque il tempo necessario c'è, o meglio ci sarebbe, perché è chiaro che trentadue nuotatori buttati fuori gara fin dalle eliminatorie non possono certo essere un caso.
Chi ha vinto è stata sicuramente la Rai che, con le sue dirette, ha coperto in maniera impeccabile l'evento e garantito la perfetta visione delle singole gare, ma con un commento non sempre ispirato, anche perché nella maggior parte delle occasioni i risultati dei nostri rappresentanti non stimolavano certo l'entusiasmo dei narratori di turno.
A questo punto deve però passare un po' di tempo per capire quale sarà la direzione giusta da battere per rafforzare il team Italia nel modo migliore e soprattutto verificare se il CT Butini resterà in sella dopo questi mediocri risultati.