I sospetti e i dubbi sull’uso delle bici a motore nel ciclismo stanno dilagando fino a diventare una psicosi. Ne è riprova quello che sta succedendo dopo che è stato pubblicato sui social network un video che ritrae il vincitore del Tour de Bretagne, l’americano Adrien Costa. Il giovane talento a stelle e strisce, dopo aver vinto unatappa, ha poggiato per qualche secondo la sua bici a terra e il movimento della ruota posteriore è bastato per scatenare i sospetti.

Adrien Costa, la ruota si muove da sola?

Il “caso” risale al Tour de Bretagne, una corsa a tappe di categoria 2.2, aperta cioè sia a squadre professionistiche, soprattutto di categoria continental, che alle formazioni under 23.

Nel corso della quarta tappa di giovedì 28 aprile, con arrivo in salita a Lannion, il giovane americano Adrien Costa ha staccato tutti arrivando con 24’’ di vantaggio sul gruppetto dei più immediati inseguitori. Costa è passato al comando della classifica generale, un primato che ha difeso fino all’ultima tappa del 1° maggio. Un gran bel successo per Adrien Costa, considerando che il talento americano, già vicecampione del mondo juniores a cronometro, è al primo anno nella categoria under 23 con i suoi 18 anni e mezzo. Ma ecco l’episodio curioso: all’arrivo della quarta tappa Costa si è fermato subito dopo il traguardo ed ha appoggiato la sua bicicletta per terra. La ruota posteriore della bici ha preso a girare, forse per l'inerzia e per la pendenza al10% dell'arrivo, e tanto è bastato a scatenare la discussione sul possibile utilizzo di un motore da parte del giovane americano.

Al limite della psicosi

Appena un paio di secondi dopo aver appoggiato la bici per terra Adrien Costa ha ripreso la sua specialissima rimettendola in posizione verticale.

Forse il giovane americano si è accorto della gaffe commessa? O più semplicemente ha voluto appoggiarsi alla bici per la stanchezza? Qualunque sia la risposta quei due secondi con la bici a terra e la ruota in movimento senza la propulsione dei pedali hanno alimentato i dubbi tra gli appassionati sui social network. La questione dell’uso delle bici truccate resta uno degli argomenti più caldi nel mondo del Ciclismo, tanto da sfociare in alcuni casi anche in una vera e propria psicosi, una caccia a chi trova una prova del fantomatico motore.