Con le premiazioni e la consegna del Trofeo Senza Fine a Vincenzo Nibali cala il sipario sul Giro d’Italia 2016. Un Giro che ha visto Nibali soffrire per più di due settimane, prima del clamoroso riscatto nei due tapponi finali tra Piemonte e Francia. Le emozioni del vincitore, al suo secondo successo al Giro d’Italia, sono raccontate più dalle immagini, dai gesti, che dalle parole. Le lacrime dopo il traguardo di Risoul, l’arrivo a Torino al fianco di Scarponi, sostegno determinante per la conquista di questo Giro, sono frammenti di un collage di emozioni forti.
Nibali: "Una bellissima emozione"
“Sono senza parole” è stato il primo commento del Campione d’Italia a fine tappa. Per Nibali sono state tre settimane difficili da gestire, con tanta pressione da parte di squadra, pubblico, media. Era il favorito della vigilia, ed invece si è trovato nell’incubo di non essere in grado non solo di vincere, ma neanche di lottare per la vittoria. Per due settimane e mezzo Nibali ha dovuto incassare umiliazioni e critiche, ma dopo aver toccato il fondo, proprio come dopo l’espulsione alla Vuelta dello scorso anno, il Campione d’Italia ha saputo di nuovo spiccare il volo. “Èuna bella emozione” -continua Nibali - “Nel circuito c’era tanta gente che mi ha dimostrato grande affetto.
C’era anche la mia famiglia, ho abbracciato tutti. Amo questi momenti”.
Il difficile Giro di Nibali
Le tre settimane di Giro di Nibali hanno attraversato tutte le sfaccettature che può offrire il ciclismo: la sofferenza, la sconfitta, l’umiliazione, la perseveranza, la voglia di reagire e il trionfo. Nibali aveva esordito con un buon prologo, superando senza problemi le prime tappe in Olanda e in Italia. Ma al primo arrivo in salita, a Roccaraso, aveva mostrato qualche difficoltà dopo un attacco forse avventato.
Nella cronometro del Chianti non è riuscito ad avvantaggiarsi su Valverde e Landa, in quel momento i rivali più accreditati. Dopo l’uscita di scena di Landa il tappone dolomitico ha mostrato dei valori inattesi, con le prime difficoltà di Nibali di fronte agli scatenati Kruijswijk e Chaves.
Una situazione che è diventata sportivamente drammatica dopo la cronoscalata all’Alpe di Siusi e la tappa di Andalo, con Nibali sempre in affanno ed ormai a quasi cinque minuti dalla maglia rosa. Ma quando tutto sembrava compromesso ecco la clamorosa riscossa con gli attacchi nei due tapponi finali, staccando tutti a Risoul e sul Colle della Lombarda per vestirsi incredibilmente di rosa.