Il travagliato viaggio a Rio per presentare il suo ricorso non ha portato al successo sperato: il Tribunale Arbitrale dello sport (TAS) conferma la colpevolezza di Alex Schwazer dopo la seconda positività al doping. La richiesta della IAAP che aveva chiesto 8anni di squalifica è stata accolta in pieno. La notizia è stata battuta dall'Ansa che dichiara di averlo appreso 'in ambienti dell'atletica internazionale'.

Prima squalifica finita ad aprile

La prima squalifica di Alex Schwazer, trovato positivo ad un test antidoping proprio prima dell'inizio delle Olimpiadi di Londra del 2012, positività ammessa dallo stesso marciatore italiano e che aveva visto coinvolta anche la sua compagna di allora, la pattinatrice Carolina Kostner (squalificata per 1 anno e 4 mesi per aver omesso la presenza di Schwazer in casa per il prelievo di campioni biologici), era finita lo scorso 29 aprile 2016 dopo 3 anni e 9 mesi di sospensione.

Al suo rientro in attività per i campionati mondiali di atletica, l'8 maggio 2016 durante la tappa di Roma Alex vince a sorpresa la 50 km di marcia ottenendo la qualificazione alle Olimpiadi di Rio.

Nuova positività a giugno

Durante un controllo antidoping a giugno, Schwazer risulta nuovamente positivo e la Federazione Internazionale di Atletica Leggera (IAAF) non ha potuto far altro che sospendere nuovamente il campione altoatesino. Il controllo che è stato effettuato risaliva al 1° gennaio ed era stato effettuato proprio dalla IAAF, ma il campione di sangue e urina prelevato a Schwazer in un primo momento era risultato negativo. E' stato proprio in virtù della sua vittoria nella 50 km che la IAAF ha deciso di controllare nuovamente quel campione, trovando così una grande quantità di anabolizzanti steroidi.

Nessuna positività nei successivi controlli

Nei mesi successivi, Schwazer non è mai risultato positivo ai test antidoping e nessuno dei suoi valori è stato mai fuori norma. L'unico campione con positività è sempre rimasto quello prelevato dalla IAAF il 1° gennaio. Schwazer e i suoi legali hanno più volte denunciato stranezze e presunte irregolarità nel modo in cui il campione di sangue e urine è stato prelevato, trasportato al laboratorio di Colonia e analizzato. Ma nonostante Alex fosse atterrato a Rio con un grande carico di speranza, convinto che il tribunale avrebbe ascoltato le sue ragioni, niente di tutto questo è bastato: il marciatore italiano è stato squalificato per ottoanni.