Per Joaquim Rodriguez gli ultimi mesi sono stati un su e giù di situazioni. Lo scalatore spagnolo della Katusha aveva annunciato il ritiro dal Ciclismo dopo le Olimpiadi di Rio. La squadra russa l’ha però obbligato ad onorare fino in fondo il suo contratto e a tornare a correre per il finale di stagione. E dopo aver ripreso la bicicletta per le ultime apparizioni, Purito ha stupito tutti firmando un discusso contratto con il Team Bahrain Merida, con il quale però potrebbe anche non correre mai.

Rodriguez – Katusha: sette anni finiti male

Il lungo e fortunato sodalizio tra Joaquim Rodriguez e la Katusha è terminato con molti attriti.

Durante il Tour de France lo scalatore catalano aveva annunciato che questa sarebbe stata l’ultima stagione nel ciclismo professionistico. Purito ha poi anticipato i tempi, preferendo chiudere con le Olimpiadi di Rio, tagliando via dai suoi programmi gli ultimi due mesi della stagione. La Katusha l’ha però richiamato al rispetto del contratto firmato, valido per tutto il 2016. La squadra russa ha preteso che Rodriguez tornasse a correre per le ultime corse della stagione, chiudendo al Lombardia del 1° ottobre.

“Non ho potuto dire addio al ciclismo come avevo pianificato. Pensavo di fermarmi alle Olimpiadi ma non è stato così” ha spiegato Rodriguez in un’intervista concessa al giornale olandese Wieler Revue.

“La Katusha mi ha costretto a chiudere la carriera con tre corse anche se non ero in forma. Personalmente non mi è piaciuta la decisione del team di costringermi a correre di nuovo a causa del contratto, non è stato corretto” rincara Rodriguez.

Forse anche per questo screzio con la squadra in cui ha militato per sette anni Rodriguez ha accettato la proposta del Team Bahrain Merida che tanto ha fatto discutere nel mondo del ciclismo.

Purito ha firmato con la squadra mediorientale un accordo triennale, il primo da corridore e gli altri due da componente dello staff tecnico. Il corridore spagnolo potrà però decidere in autonomia se e quando correre: per questo potrebbe trovare l’occasione di un nuovo saluto al mondo del ciclismo in una delle corse che ama.