Una manciata di secondi, ma il Giro d’Italia non è cominciato bene per Steven Kruijswijk. Il capitano della Lotto NL Jumbo ha spesso pagato dazio nelle prime tappe dei grandi giri ed anche in questa occasione si è fatto trovare impreparato. A causa di un frazionamento in gruppo avvenuto nelle ultime battute, senza cadute o incidenti meccanici, Kruijswijk è arrivato con 13’’ di ritardo, insieme ad un altro olandese che punta alla classifica generale, Wilco Kelderman. Tra gli outsider per la classifica va segnalato anche il distacco del giovane britannico Hugh Carthy, arrivato a più di un minuto con il compagno di squadra Dombrowski.
Kruijswijk, il Giro inizia male
Il tallone d’Achille di Steven Kruijswijk sono sempre state le tappe della prima metà dei grandi giri, in cui tante volte ha accumulato ritardi pesanti a causa di cadute, incidenti vari ma anche di qualche difficoltà a lottare in mezzo alla bagarre. Così è stato anche stavolta. Il capitano della Lotto NL Jumbo è arrivato al Giro d’Italia ancora un po’ scosso per una caduta rimediata la scorsa settimana al Tour de Yorkshire e in questa prima tappa ha mostrato molta insicurezza. “Ho recuperato da quella caduta, le costole stanno bene, è più un fatto mentale” ha spiegato Kruijswijk. La tappa per lui era andata via senza difficoltà, complice un ritmo piuttosto lento e l’assenza del temuto vento laterale che ha permesso alla corsa di andare via senza strappi.
Ma nel finale il corridore olandese si è trovato in difficoltà quando si è accesa la bagarre. In una stretta curva a poco più di 3 km dall’arrivo si è fatto trovare troppo indietro e così quando il gruppo si è allungato rilanciandosi sul rettilineo successivo ha trovato quel buco che gli è costato 13’’ di ritardo all’arrivo.
Un finale frenetico
Il distacco non è certo granchè, ma questo inizio ha fatto capire che per il corridore olandese potrebbe essere complicato passare questa prima metà di Giro d’Italia senza intoppi. “E’ un peccato perdere tempo il primo giorno, la tappa era stata tranquilla, ma nel finale è diventata frenetica” ha spiegato Kruijswijk.
Addy Engels, Ds della Lotto Jumbo, non ha cercato troppe scuse: “Noi facciamo del nostro meglio per evitare queste perdite di tempo, sapevamo che c’era quella curva a 3 km e mezzo dall’arrivo. Si è creato un imbuto, noi eravamo dietro, questo non deve accadere spesso”.
Kruijswijk non è stato l’unico corridore di peso per la classifica generale a perdere dei secondi. Anche Kelderman è arrivato insieme a lui a 13’’, a 18’’ hanno chiuso Rolland e Cataldo, e due interessanti giovani della Cannondale, Dombrowski e Carthy, hanno lasciato 1’09’’.