Sembrava quasi inevitabile e così è stato. Il “cappotto” è arrivato per i poveri Utah Jazz, distrutti dall’inizio alla fine di una serie che ha sin da subito dimostrato il suo vero padrone. I Golden State Warriors completano così il secondo “sweep” in questi Playoff per la prima volta nella storia della franchigia. Continua così il cammino della formazione californiana verso un’altra finale della Western Conference.

L’avversario è ancora da decidere e potrebbe volerci ancora molto visto che Spurs e Rockets dovranno giocare almeno altre due partite, permettendo a Curry e compagni di riposare in vista di quello che potrebbe essere il penultimo appuntamento della stagione.

Prosegue la corsa parallela delle due grandi rivali delle ultime tre stagioni, cioè Warriors e Cleveland Cavaliers. Le due compagini hanno entrambe vinto le prime due serie con un netto 4-0 e sono già entrambe pronte a scoprire chi sarà il loro prossimo avversario.

Non era mai capito prima nella storia NBA, da quando il format della post-season prevede tutte le sfide al meglio delle 7 partite, che due squadre arrivassero all’ultimo atto della loro Conference con un record di 8-0.

Tornando a Gara-4 però è Stephen Curry a guidare i suoi al turno successivo, con i suoi 30 punti messi a referto con anche 7 assist e 9/15 al tiro. Oltre a lui c’è da segnalare la terza tripla-doppia in carriera nei Playoff di Draymond Green, capace di giocare una partita da 17 punti, 10 rimbalzi e 11 assist.

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Incredibile il ruolino di marcia dei Warriors quando Green mette a referto una tripla-doppia: 22-0. Oltre ai due già citati ci sono stati i 21 punti di Klay Thompson, dopo la pessima Gara-3 da solamente 6 con 9 punti nel quarto decisivo e i 18 con 6 rimbalzi e 5 assist di Kevin Durant.

La cronaca della partita

Coach Mike Brown, il sostituto del povero Steve Kerr ancora alle prese con i problemi alla schiena, voleva un avvio sprint dei suoi e così stato.

Al primo mini intervallo i Warriors sono già avanti 39-17 con Thompson, Curry e Green che segnano 29 punti nei primi 12 minuti, con i primi due che tirano 6/8 dal campo. Dopo un quarto quarto da 11 punti in Gara-3, Curry ne segna 14 nel primo quarto, ma i Jazz non mollano e piazzano un parziale di 14-0 in avvio di secondo periodo.

Gli ideatori sono il ritrovato Dante Exum e Derrick Favors, così Utah torna in doppia cifra di svantaggio.

Sul finire del primo tempo un altro parziale di 12-2 permette ai padroni di casa di concludere i primi 24 minuti di gioco sotto solamente di 8 lunghezze. Nel terzo periodo i Jazz tornano fino al -5, ma questa volta i Warriors spengono definitivamente ogni speranza dei tifosi di Utah in un rientro in partita. Il finale parlerà addirittura di un impietoso +26 per Golden State con il punteggio di 121-95. Ora i californiani attendono la loro prossima avversaria tra Rockets e Spurs per contendersi il titolo di campione della Western Conference.

Utah Jazz, la fine di un ciclo?

Oltre alla stagione, con la sconfitta in Gara-4 sembra finito anche un ciclo in quel di Salt Lake City. Gordon Hayward si è meritato una lunga standing ovation al termine della partita (25 punti per lui), ma l’impressione è che con il giocatore che potrà liberarsi dal contratto e diventare free agent dal prossimo 1° Luglio, sia molto probabile una sua partenza verso una squadra da titolo.

Shelvin Mack, il sostituto dell’infortunato George Hill, ha chiuso a quota 18 punti, mentre il candidato al premio di Miglior Difensore dell’Anno Rudy Gobert ha chiuso con la terza doppia-doppia consecutiva da 12+13 rimbalzi. Ora, a prescindere dalla netta sconfitta subita senza quasi mai riuscire a passare in vantaggio, è ovvio che in casa Jazz si respiri aria di cambiamento. Chi sarà a partire e soprattutto chi arriverà in futuro?

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