L’impresa di Vincenzo Nibali alla Milano Sanremo è già consegnata alla storia del Ciclismo. Il fuoriclasse del Team Bahrain ha regalato spettacolo ed emozioni forti con un finale da brividi e che ha riportato al ciclismo di un tempo, quello senza la specializzazione esasperata di oggi. All’aspetto emozionale che ha trovato nella Sanremo un momento esaltante, fa da contraltare quello più freddo e scientifico dei numeri. Grazie a Strava, la app più usata da professionisti e cicloamatori per condividere i propri percorsi, è stato possibile estrapolare, analizzare e confrontare i dati della prestazione di Nibali con quelli dei suoi avversari e quelli delle edizioni scorse.

Sul Poggio a 18’’ da Kwiatkowski

Strava è una app di grande successo tra pedalatori di ogni livello, dai campioni più popolari del ciclismo professionistico fino ai cicloamatori della domenica. Con Strava ognuno può caricare le tracce dei propri percorsi effettuati in bicicletta, lanciando una sorta di sfida virtuale. Molti professionisti hanno cominciato ad inserire anche i dati delle corse, e così è stato anche per la Milano Sanremo di sabato scorso vinta da Vincenzo Nibali. Grazie a Strava si può analizzare meglio la prestazione del fuoriclasse siciliano e di tutti i suoi avversari.

Il dato più interessante è che quest’anno i tempi di scalata al Poggio sono stati piuttosto alti, segno evidentemente che la tanta pioggia presa dai corridori nelle fasi iniziali e centrali di corsa ha pesato molto sulla freschezza delle loro gambe nel finale.

Anche per questo probabilmente un corridore come Nibali, che non è propriamente uno scattista ma piuttosto un fondista, è riuscito a fare la differenza. Il campione siciliano ha completato la salita del Poggio in 6’05’’, molto più alto del tempo di 5’47’’ realizzato da Kwiatkowski un anno fa. Lo stesso Nibali era andato più veloce nell’edizione 2016, quando aveva scalato il Poggio in 6’02’’, altro segno della maggior durezza della corsa di quest’anno.

La discesa da brividi di Cimolai

Molto curiosi sono poi i dati che riguardano invece la discesa dal Poggio. Vincenzo Nibali ha mantenuto un certo vantaggio sul gruppo inseguitore, che comunque è andato un po’ più veloce di lui. Nibali è sceso dalla vetta del Poggio al ritorno sull’Aurelia in 3’43’’. Il miglior tempo in questo segmento è stato di Davide Cimolai, uno dei gregari di Demare alla FDJ.

Il corridore friulano è stato evidentemente protagonista di una picchiata da brividi visto che Strava ha registrato un tempo di 3’19’’, ben 24’’ in meno rispetto a Nibali.

A dare maggior credito alla tesi di un’edizione particolarmente pesante della Milano Sanremo sono i dati della volata finale, anche questi al di sotto rispetto a quelli degli anni scorsi. Degenkolb, Kristoff e Demare avevano sfiorato i 65 di media negli ultimi 200 metri della corsa nelle edizioni passate, mentre stavolta il corridore francese ha appena superato i 60 orari nel suo sprint che lo ha portato sul podio.

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