Continua il rompicapo sul "caso froome", il britannico continua la sua preparazione in vista dell'edizione 101 della Corsa Rosa che prenderà il via il prossimo 4 maggio da Gerusalemme ma continua anche il processo a carico del capitano del Team Sky.

I fatti

Facendo un passo indietro ricordiamo che a Chris Froome, vincitore dell'ultima edizione di Tour de France e Vuelta di Spagna, è stato trovato un valore di salbutamolo di gran lunga superiore al limite consentito durante un controllo eseguito in una tappa della Vuelta di Spagna.

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Nonostante questa positività il team Sky ha deciso di non sospendere il corridore che così continua la sua stagione come se nulla fosse successo, certo della difesa di una parte di stampa oltre a quella potentissima della corazzata Sky e di alcuni corridori che hanno preso le sue difese. Il caso ora è tra le mani del giudice del Tribunale Antidoping e del "servizio sportivo" dell'Uci.

Il "keniano bianco" ha come obiettivi stagionali prima il Giro d'Italia e poi il Tour de France, tutto in attesa della sentenza che deve ovviamente stabilire la positività o l'estraneità dei fatti del campione che comunque si è detto più volte sereno e pronto a spiegare in ogni sede la propria posizione.

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La posizione dell'Unione Ciclistica Internazionale

Un caso talmente complesso, anche per lo spessore a livello sportivo e commerciale del protagonista, che ha fatto sì che sulla vicenda dovesse intervenire più volte l'Unione Ciclistica Internazionale. Proprio poche ore fa il presidente David Lappartient ha fatto intravedere una certa preoccupazione nel tono usato durante un un'intervista a L'Equipe.

"Pensavo che tutto si sarebbe risolto prima della Corsa Rosa - ha detto il quarantacinquenne francese al quotidiano - ma ormai non credo arriverà una decisione del tribunale prima di maggio, è davvero una situazione molto complicata".

Froome non è di certo il corridore più amato dal pubblico e dai tifosi di ciclismo lungo le strade e questa situazione di stallo è come gettare acqua sul fuoco e, come ha concluso il presidente dell'UCI, "Non sarebbe la prima volta che qualche personaggio compia qualche gesto scellerato andando a rovinare lo spettacolo del ciclismo, non è questa l'immagine che vogliamo vedere sulle strade del grande ciclismo".

La situazione è talmente complicata che il giudizio definitivo potrebbe arrivare addirittura in estate, a Tour de France già iniziato e questo sarebbe davvero un guaio per organizzatori, Uci e mondo del ciclismo in generale se dovesse arrivare una squalifica al corridore con il numero 1 sulle spalle nella competizione ciclistica più importante al mondo.

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