In queste ore, alla luce della piega che ha preso la trattativa per il nuovo 'combattimento del secolo', sono in tanti tra gli appassionati di boxe a ritenere che non si farà. L'intervista rilasciata da Eddie Hearn, promoter di Anthony Joshua, ai microfoni di Sky Sports lascia perplessi. Il primo ad esprimere stupore, in effetti, è il promoter di Joshua. In pratica, per lo staff di Deontay Wilder l'offerta di 50 milioni di dollari per fare il combattimento negli Stati Uniti è quella definitiva, prendere o lasciare. Senza alcuna garanzia, però, Hearn potrebbe decidere di lasciare.

Wilder-Joshua: lo scambio di e-mail

Pochi giorni fa, Deontay Wilder ha pubblicato un post su Twitter con tanto di video, in cui dichiarava di aver scritto una mail ad Anthony Joshua e che questi aveva accettato di battersi per 50 milioni di dollari. In realtà da parte del britannico, detentore del titolo mondiale dei pesi massimi versione Super WBA, IBF, IBO e WBO, non c'è stato alcun 'ok', ma semplicemente un invito a 'mostrare le finanze'. "Da parte mia - spiega Eddie Hearn - ho risposto alla mail di Deontay Wilder, dicendo di essere molto interessato al combattimento. Ho richiesto una bozza di contratto e mi è stato risposto che prima devo accettare il match e poi mi invieranno il contratto. Da quando lavoro nell'ambito della boxe non mi è mai accaduto nulla di tanto bizzarro".

Lo staff di Wilder annulla l'incontro con Hearn

Il promoter britannico ha inoltre aggiunto un altro particolare. "Avevo un incontro fissato con Shelly Finkel (uno dei manager di Wilder) per giovedì, ma è stato annullato da lui. Ho richiesto un nuovo incontro il giorno successivo e mi è stato detto via e-mail che 'non aveva senso incontrarci se prima non accettiamo l'accordo'. Non comprendo - aggiunge Hearn - perché l'incontro sarebbe servito a parlare dell'accordo ed è stato annullato, abbiamo chiesto una bozza di contratto e la nostra richiesta è stata respinta. Non so cosa altro fare, se non riprovare".

Il combattimento si allontana

Il tira e molla sembra poco produttivo, Hearn non accetterà mai un 'aut..

aut' e la sua intenzione principale era di negoziare per organizzare il combattimento nel Regno Unito, allo stadio di Wembley, dove conta di beneficiare di incassi che le arene statunitensi non possono garantire. I giorni però passano ed il tempo non è un alleato: tanto Wilder quanto Joshua potrebbero presto essere costretti ad accettare le difese obbligatorie per i rispettivi titoli. In tal senso, Dominic Breazeale è in prima fila per sfidare il campione WBC la prossima estate, mentre per Joshua lo sfidante numero uno della WBA è il russo Alexandr Povetkin. Con tutto il rispetto per gli sfidanti, non sono questi i combattimenti che gli appassionati di boxe si augurano di vedere nell'immediato futuro.