Si era detto e così è stato.Il primo arrivo in salita del Giro d'Italia ha fatto chiaramente emergere le debolezze di alcuni corridori, confermando uno stato di forma non eccellente per il campione italiano Fabio Aru e per il grande atteso Chris Froome. Non possiamo, però, parlare di una vera e propria crisi in un Ciclismo in cui si cerca sempre più di raggiungere il picco atletico nel corso dell'ultima settimana, quella delle grandi salite sulle Alpi.

Fabio Aru

Per il sardo la cronometro non è mai stata un terreno favorevole, ma gli allenamenti nella galleria del vento facevano sperare in un tempo migliore a Gerusalemme. Aru si era detto tranquillo, fiducioso forse di recuperare secondi preziosi proprio a Caltagirone: la sua squadra, infatti, sembrava aver fatto, intorno al 100 km una prova generale per l'arrivo in salita. Nei fatti, però, Aru risulta ancora staccato, perdendo 10" da Wellens, vincitore di tappa, e 6" dai suoi diretti avversari tra cui Doumulin e Pozzovivo.

Chris Froome

Il campione d'Italia guadagna, però, 11" su Froome, apparso ancora una volta in difficoltà, forse a causa dei risentimenti della caduta di Gerusalemme. O forse a causa della pressione psicologica data dalle accuse di doping con un caso che non è ancora stato completamente chiuso, anche se le indiscrezioni più recenti parlano di un'assoluzione totale. Di fatto il corridore inglese e soprattutto la sua squadra, la Sky, sembrano la brutta copia rispetto a quanto avevano messo in mostra al Tour e alla Vuelta.

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Ciclismo

Questo aiuta certamente lo spettacolo e porta un team abituato a controllare la corsa a dover essere pronto ad attaccare per permettere al suo capitano di vincere per la prima volta la maglia rosa, conquistando in un solo anno la vetta delle tre grandi corse a tappe.

Gli altri capitani

Davide Formolo, capitano della Bora - Hansgrohe, e Simon Yates, capitano della Mitchelton - Scott, guadagnano sui diretti avversari e mostrano un buon stato di forma e una grande voglia di vincere e di scalare la classifica, magari indossando l'ambita maglia rosa per qualche giorno.

Tom Doumulin si conferma ancora una volta non solo un grande cronoman, ma anche un corridore in grado di reggere e di fare bene in salita: se Aru e Froome non ritrovano la condizione diventerà ben presto il favorito numero uno. Rohan Dennis controlla e conserva la maglia rosa, anche se forse la BMC mirava ad una vittoria di tappa. La sua presenza in tutte e tre le settimane non è ancora del tutto confermata, intanto si gode la vetta della classifica.

Domenico Pozzovivo mostra una buonissima condizione e una squadra in forma. Chaves, Pinot, Bennet e Sanchez si muovono bene, non perdendo nulla dalla maglia rosa e guadagnando, come gli altri, su Froome e Aru.

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