Il Giro d’Italia ha già presentato il suo conto salato a diversi corridori. Se le immagini di tv e giornali sono state tutte per i campioni che hanno vinto le tappe e si stanno contendendo la maglia rosa, la corsa ha mostrato anche il lato più duro e spietato del ciclismo, spesso nascosto nelle retrovie. Tra cadute e malanni sono stati, infatti, già cinque i corridori costretti al ritiro. In realtà uno di questi non è neanche partito da Gerusalemme. Si tratta del bielorusso Kanstantin Siutsou del Team Bahrein Merida. Siutsou era, infatti, caduto venerdì scorso nella ricognizione della cronometro, poche ore prima di prendere il via, ed aveva dovuto rinunciare a partire per i postumi dell’incidente.
Guardini il primo ad abbandonare la corsa
Se Siutsou non ha neanche potuto prendere il via, il primo ad abbandonare tra i corridori che sono effettivamente partiti da Gerusalemme è stato Andrea Guardini. Il velocista della Bardiani CSF aspettava questo Giro con grande voglia, visto che tornava alla corsa rosa dopo ben sei anni di assenza e che la squadra puntava forte sui suoi sprint. Invece il Giro d’Italia di Guardini è finito già alla quarta tappa, quella di Caltagirone, la prima delle frazioni in Sicilia.
Il corridore veneto è stato colpito da un attacco febbrile di natura virale, che probabilmente ne aveva condizionato negativamente il rendimento nelle tappe israeliane, sulla carta particolarmente adatto a lui.
Guardini ha provato a prendere il via nella quarta tappa, ma si è subito staccato e quando il suo ritardo rispetto al gruppo ha superato il quarto d’ora, con più di metà percorso ancora da fare, è stato costretto al ritiro. “Ho passato una notte difficile ma non volevo mollare” ha dichiarato Guardini al sito della Bardiani. “Sono molto dispiaciuto, tenevo tantissimo a questo Giro e a dare il mio contributo alla squadra” ha aggiunto il velocista veneto.
Zardini si ferma con una frattura alla clavicola
Nella quinta tappa è stato Guy Niv (Israel Cycling Academy) ad abbandonare il Giro d’Italia. Niv era uno dei due corridori israeliani presenti alla corsa rosa. Nella tappa di Santa Ninfa, quella vinta da Battaglin, si è ritirato per un malanno.
La mattina successiva è stato invece il tedesco Rudiger Selig (Bora Hansgrohe) a non presentarsi al via della sesta tappa, quella dell’Etna. Durante la stessa frazione si è poi verificato l’incidente a Edoardo Zardini (Wilier). Il corridore veronese ha riportato una frattura alla clavicola, ma ha stoicamente voluto finire la tappa attorniato da tutti i compagni di squadra. La mattina successiva però Zardini ha dovuto arrendersi e non è ripartito per la tappa di Praia a Mare.